«Ora puntiamo a far spendere di più i turisti»

I numeri del 2025 corrispondono a un «picco» in termini di pernottamenti. E così, Svizzera Turismo cambia strategia
BERNA - Dopo il nuovo record di pernottamenti del 2025 Svizzera Turismo cambia strategia: l'obiettivo non è più aumentare il numero di visitatori, bensì farli spendere di più. Lo afferma Martin Nydegger, direttore dell'ente di promozione turistica, a margine della conferenza stampa annuale dell'organizzazione.
Con i numeri dei pernottamenti "abbiamo piano piano raggiunto un picco", ha indicato l'operatore all'agenzia Awp. Il contesto per il settore rimane comunque complesso. L'ultima grande crisi è stata la pandemia di coronavirus, mentre il nuovo orientamento politico negli Stati Uniti non ha ancora avuto un impatto significativo sulle statistiche. "Ma sentiamo che il desiderio dei turisti americani di viaggiare in Europa sta diminuendo".
Un fattore determinante sono i cambi. "Non da ultimo perché il dollaro si è nettamente indebolito rispetto al franco", prosegue l'esperto. Si tratta però di movimenti delle divise graduali, meno problematici di uno terremoto valutario. "Quando nel 2015 il franco si è sganciato dall'euro, fu uno shock: lo abbiamo sentito forte. Attualmente non è questo il caso".
Per Nydegger, il numero di pernottamenti non è l'unico parametro che conta. L'obiettivo è un solido sviluppo del fatturato, anche attraverso una maggiore spesa per ospite. "È esattamente ciò che vogliamo, ma senza diventare inaccessibili". La Svizzera non vuole finire nella categoria "troppo cara", nemmeno per gli svizzeri stessi.
Alcuni segmenti dovrebbero però essere coinvolti in modo più mirato, per esempio quello del lusso. La soluzione non risiede in aumenti tariffari generalizzati, bensì in offerte accattivanti "per cui gli ospiti pensano: questo me lo concedo". Può trattarsi di un fine settimane di benessere prolungato, un'esperienza culinaria di alto livello o un'offerta sciistica speciale.
L'obiettivo centrale per il turismo svizzero rimane una migliore distribuzione temporale e spaziale degli ospiti. "Sono questi i nostri compiti principali per il futuro", sottolinea lo specialista. "Possiamo orientare i flussi, anche se non possiamo controllarli del tutto".
I visitatori alle prime armi continueranno a voler raggiungere mete note come il Cervino o lo Jungfraujoch. "Ma noi non investiamo il nostro budget primariamente per questi luoghi, bensì per altre belle regioni". Gli ospiti che rimangono più a lungo sviluppano solitamente una voglia di scoperta: "ed è nostro compito curare gli ospiti in questo percorso".
Nydegger respinge infine i timori di chi teme che la Svizzera stia diventando una destinazione solo per ricchi. Su circa 5000 hotel, solo 117 sono strutture a cinque stelle, fa presente. La stragrande maggioranza rientra nella categoria tre e quattro stelle, spesso con standard qualitativi elevati nel confronto internazionale. Anche per quanto riguarda le stazioni sciistiche e gli appartamenti vacanza l'offerta rimane ampia e accessibile, conclude.



