Mai prima d'ora c'era stata così poca neve a febbraio

Un mese troppo caldo e troppo asciutto: numerose stazioni di misurazione svizzere riportano record negativi
Un mese di febbraio con così poca neve viene ricordato a fatica e, salvo sorprese in extremis, le quattro settimane del 2023 potrebbero passare alla storia come un record negativo.
La situazione è sotto gli occhi di tutti: le temperature sono nettamente superiori alla media a lungo termine del periodo e non sono state rare "incursioni" dell'isoterma di zero gradi sopra i 3000 metri di quota. La scarsità di precipitazioni sta causando una serie di record negativi presso numerose stazioni di misurazione svizzere, spiega l'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL).
«In questo periodo dell'anno, più della metà delle stazioni di misurazione automatiche non ha mai avuto così poca neve come ora», spiega l'ente federale. Siamo di fronte a una mancanza di neve sulle Alpi, in questa seconda metà di febbraio, che «può essere definita storica».
Nella prima parte del mese la situazione non era peggiore rispetto a quella degli anni limite (1964, 1990 o 2007). Tuttavia il 22 febbraio, riferisce 20 Minuten, lo spessore dello strato nevoso era da primato negativo in 25 stazioni di misurazione a lungo termine (che analizzano dati superiori ai 30 anni) poste a quote tra i 1000 e i 2000 metri sul livello del mare. «Normalmente, queste stazioni hanno una media di circa 85 centimetri di neve, ma quest'anno sono solo 15 centimetri. Le poche stazioni al di sopra dei 2000 metri con serie di misurazioni a lungo termine mostrano che bisogna tornare indietro di oltre 50 anni per trovare una situazione con ancora meno neve in questo periodo dell'anno», continua il WSL.
La causa del fenomeno? È la combinazione tra cambiamenti climatici e scarse precipitazioni, spiega l'Istituto. L'unica conseguenza positiva di quanto sta accadendo è la significativa diminuzione del numero di valanghe con lastroni di neve rispetto alla prima metà di febbraio.




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