Le vendite al dettaglio calano, ma non troppo

La contrazione è dovuta principalmente al settore "food" e "near food", ma si tratta di una normalizzazione
ZURIGO - Commercio al dettaglio in calo del 3,5% su base annua nei primi nove mesi dell'anno in Svizzera. Tuttavia le vendite restano ampiamente superiori a quelle prima della pandemia (+5%), sottolinea l'istituto di ricerche di mercato GfK.
La contrazione è dovuta principalmente al settore "food" e "near food" (cura del corpo/igiene e prodotti per animali), dove il giro d'affari è diminuito del 4,8%: si tratta di una normalizzazione dopo che negli ultimi due anni le vendite erano fortemente cresciute in relazione alla maggiore propensione a mangiare a casa propria durante l'emergenza coronavirus.
Il settore "non food" ha subito un calo dell'1,5%. La performance migliore è stata registrata per il segmento "tempo libero", soprattutto - con la ripresa dei viaggi - grazie alla vendita di bagagli. Nel settore della moda prosegue la ripresa e la crescita in tutti gli ambiti.
In calo invece il settore dell'arredamento e del fai-da-te/giardinaggio, ma ciò si spiega con un effetto base: all'inizio dell'anno scorso i negozi della seconda categoria sono rimasti aperti anche durante la chiusura imposta ad altri settori. In flessione pure l'elettronica d'intrattenimento.
L'effetto della normalizzazione post-pandemia si è fatto sentire anche sul commercio online, dove il fatturato si è contratto del 3% nei primi nove mesi dell'anno. GfK rileva però una ripresa con il passare dei mesi, così che nel terzo trimestre il livello è di nuovo superiore a quello degli stessi mesi del 2021.



