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SVIZZERAOccupazione alle stelle dopo il Covid

30.05.22 - 09:56
Il post pandemia continua a rivelarsi positivo per il mercato del lavoro in Svizzera.
TiPress
Fonte ATS
Occupazione alle stelle dopo il Covid
Il post pandemia continua a rivelarsi positivo per il mercato del lavoro in Svizzera.
L'Ufficio federale di statistica conta, per questo primo trimestre, 43'000 posti liberi in più rispetto all'anno precedente.

BERNA - Anche nel primo trimestre del 2022 è proseguita la ripresa del mercato del lavoro in Svizzera dopo la pandemia. L'occupazione complessiva è aumentata del 2,5% su base annua e dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. Le prospettive restano buone, secondo il barometro dell'impiego pubblicato oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST).

In equivalenti a tempo pieno l'aumento è del 2,6% su base annua. Sulla piazza economica sono stati contati 43'000 posti liberi in più rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, ciò che rappresenta un balzo in avanti del 60,4%. Anche l'indicatore delle prospettive d'impiego tende al rialzo (+3,9%).

Nel periodo in rassegna si contavano 5,227 milioni d'impieghi nel settore secondario e terziario, che corrisponde a un incremento di 126'000 posti su base annua. L'occupazione è aumentata sia nell'industria e nelle costruzioni (+2,0%, +21'000 posti) che nei servizi (+2,6%, +105'000 posti).

Situazione positiva in tutte le regioni - L'occupazione presentava un andamento al rialzo in tutte e sette le grandi regioni prese in considerazione, salendo su base annua tra l'1,7% della Svizzera nordoccidentale e il 3,1% della regione del Lemano. In Ticino l'aumento è stato del 2,6%. Nel terziario si è registrato un incremento particolarmente forte nelle regioni del Lemano e della Svizzera nordoccidentale (+2,9% in entrambe), così come in quella di Zurigo (+3,2%).

Prospettive d’impiego positive - Per quanto riguarda le prospettive, nel primo trimestre erano in crescita le imprese che prevedevano di aumentare gli effettivi (15,2%, contro il 10,3% nello stesso trimestre dell'anno precedente). In calo invece quelle che prevedevano di ridurli (2,7%, contro il 4,8% dei primi tre mesi del 2021).

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