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SVIZZERA«Chi viola i diritti umani dovrà essere chiamato a risponderne»

28.02.22 - 10:34
Ignazio Cassis è intervenuto in occasione della 49esima sessione dei diritti umani.
Keystone
Fonte ats
«Chi viola i diritti umani dovrà essere chiamato a risponderne»
Ignazio Cassis è intervenuto in occasione della 49esima sessione dei diritti umani.
Il ticinese ha ribadito la ferma condanna da parte della Svizzera per l'invasione della Russia in Ucraina.

GINEVRA - Chi si macchia di violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario dovrà essere chiamato a risponderne. Lo ha detto oggi a Ginevra il presidente della Confederazione Ignazio Cassis riferendosi agli attacchi russi in Ucraina.

«I tentativi della Federazione Russa di legittimare la sua azione non sono credibili» poiché «non c'è stata nessuna provocazione per giustificare un tale intervento», ha detto Cassis all'apertura della 49esima sessione dei diritti umani al fianco del Segretario generale dell'ONU Antonio Guterres. Il ticinese ha poi ribadito la ferma condanna da parte della Svizzera per l'invasione della Russia in Ucraina, indica un comunicato odierno del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Il capo della diplomazia elvetica si è pure espresso contro le restrizioni alle libertà fondamentali in Russia: i media nel Paese possono infatti affidarsi solo a fonti ufficiale governative. Cassis ha anche criticato gli arresti di manifestanti in varie città russe, invitando nel contempo al rispetto e alla protezione dei civili in Ucraina.

A suo avviso, Ginevra potrebbe fornire «un contributo importante». Le istituzioni presenti nella Città di Calvino possono fornire questo «contributo alla protezione dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario in Ucraina». Il titolare del DFAE ha poi inviato a riflettere sullo «sviluppo e il rafforzamento degli strumenti di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina». Per Cassis, l'accesso umanitario deve essere garantito: pazienti, personale medico, infrastrutture mediche e trasporti non devono essere presi di mira.

Il presidente della Confederazione ha poi ribadito l'impegno della Svizzera per un multilateralismo efficace e per il rafforzamento della capacità d'azione dell'ONU. «La nostra candidatura per un seggio nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU per il periodo 2023-2024 fa parte di questo approccio», ha concluso.

Per la sua 49esima sessione, il Consiglio dei diritti umani si riunirà fino al 1° aprile 2022.

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