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SVIZZERA
02.12.2021 - 10:070

Nuovi approcci per combattere il coronavirus

I ricercatori svizzeri sono al lavoro su nuove piste. Si va da uno spray nasale a un vaccino da somministrare oralmente.

BERNA - Diversi gruppi di ricerca svizzeri stanno cercando di mettere a punto nuovi approcci vaccinali per combattere il coronavirus. Fra le piste esplorate vi sono vaccini da somministrare per via orale, a base di spore batteriche e sotto forma di spray nasale.

Tre team si stanno particolarmente distinguendo nel quadro del Programma nazionale di ricerca "Covid-19" (PNR 78) del Fondo nazionale svizzero (FNS), si legge in una nota odierna. Una vasta gamma di vaccini e metodi di somministrazione innovativi, viene precisato, comportano vantaggi nella lotta al virus, in quanto permettono di aumentare la probabilità di essere meglio equipaggiati contro le nuove varianti e di incrementare l'accesso all'immunizzazione nel mondo intero.

Ad esempio, Cornel Fraefel, virologo dell'Università di Zurigo, sta fondando le proprie ricerche su spore batteriche, nelle quali sono integrati frammenti del codice genetico del SARS-CoV-2. Esse sono in grado di indurre la produzione di antigeni nel corpo umano.

Le spore hanno il vantaggio di essere molto stabili termicamente e resistenti alle condizioni ambientali e potrebbero essere somministrate per via orale. Quelle già prodotte verranno inoculate a topi transgenici, così da osservare nel dettaglio la reazione del sistema immunitario di un mammifero.

Dal canto suo, Volker Thiel, dell'Istituto di virologia e immunologia dell'Università di Berna, insieme a scienziati tedeschi e di Ginevra, ha sviluppato un vaccino attenuato, ovvero una forma di virus che non fa ammalare ma provoca comunque una risposta immunitaria. Si tratta di un approccio che si è già dimostrato valido in altri casi, come nella lotta al morbillo.

Il potenziale di tale vaccino risiede nella migliore protezione che offre contro mutazioni pericolose. Questo potrebbe inoltre venire somministrato tramite vaporizzatore nasale, rafforzando le difese a livello di mucose della cavità nasale, luogo di ingresso e di riproduzione privilegiato del virus.

Infine, l'équipe di Steve Pascolo, immunologo dell'Ospedale universitario di Zurigo, sta proseguendo i lavori su una forma ancora più efficace di vaccini a mRNA messaggero, i quali presentano molteplici sfide in materia di produzione, stoccaggio e trasporto nell'organismo.

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