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SVIZZERA
17.11.2021 - 21:550
Aggiornamento : 23:50

Un nuovo test rileva quanto sei a rischio in caso di Corona-contagio

Un biomarcatore sviluppato dall'Università di Basilea prevede la gravità del decorso in caso di positività al virus.

Il rivoluzionario tampone potrebbe cambiare le carte in tavola: le persone risultate a rischio potrebbero proteggersi maggiormente e ricevere cure ospedaliere mirate fin dalla fase iniziale della malattia.

BASILEA - «Anche se mi ammalassi il virus mi farebbe poco o niente». Una frase ricorrente, utilizzata spesso da chi sceglie di non vaccinarsi. Ma sapere quanto, in caso di infezione, si è effettivamente a rischio, è stato sempre virtualmente impossibile. Fino a ora. Sì, perché i ricercatori dell'Ospedale universitario di Basilea hanno sviluppato un nuovo tipo di test che prevede, per la persona che vi si sottopone, se il decorso della malattia che affronterebbe in caso di infezione sarebbe grave o moderato. Lo studio, svolto in collaborazione con il Max Planck Institute for Heart and Lung Research, il Champalimaud Centre for the Unknown di Lisbona e l'Università del Wisconsin, è già stato sottoposto alla valutazione di altri ricercatori. 

Curare in base alle previsioni - «Con questo nuovo tampone rinofaringeo, che può essere effettuato da sani come da infetti, potrebbe essere possibile prevedere come progredirà una malattia da Covid-19», afferma Alexandar Tzankov dell'Istituto di genetica e patologia medica dell'Ospedale universitario di Basilea. Le persone risultate a rischio potrebbero così proteggersi maggiormente e ricevere cure ospedaliere già nella fase iniziale della malattia. «Queste informazioni potrebbero essere particolarmente utili per medici e infermieri, sia nell'ambito delle cure, che nella pianificazione».

Uno sguardo in avanti - Secondo l'epidemiologo ginevrino Antoine Flahault, i risultati dello studio potrebbero cambiare le regole del gioco: «È di grande importanza poter prevedere il decorso della malattia e, in particolare, il rischio di ricoveri ospedalieri e decessi». 

Intervenire in maniera mirata - L’importante aiuto che questo test potrebbe apportare si fa ancora più evidente considerando che i nuovi farmaci contro il Covid-19 sono molto costosi e devono solitamente essere somministrati entro cinque giorni dall'emergenza dei primi sintomi. Con l'aiuto del biomarcatore questi medicamenti potrebbero essere prescritti specificatamente a coloro che sono a rischio, in maniera mirata, sottolinea Flahault. «Ciò contribuirà a ridurre significativamente il rischio di forme gravidel virus, che portano a ricoveri e morti». 

To be continued - Ancora non si sa, però, quando questi test saranno disponibili sul mercato: «Prima che si possano utilizzare su vasta scala, la ricerca deve essere ampliata e comprovata su un gruppo più ampio di pazienti».

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