"marcia per la vita"
ZURIGO
18.09.2021 - 13:040

Gli anti-abortisti tornano in strada dopo il ricorso

La manifestazione è stata approvata dopo che il Municipio si era sostanzialmente opposto per evitare scontri.

Il mondo politico è diviso. Da una parte c'è chi crede che il tema possa essere oggetto di discussione e chi invece ritiene che il diritto all'autodeterminazione sul proprio corpo non debba essere messo in dubbio.

Fonte 20 Minuten/Lynn Sachs
elaborata da Davide Milo
Giornalista

ZURIGO - Alla fine avrà luogo. E si tratterà della undicesima volta per la "marcia per vita". Per diverso tempo non è stato chiaro se, anche quest'anno, gli anti-abortisti avrebbero dovuto rinunciare alla manifestazione. Il consiglio comunale di Zurigo, lo scorso anno, aveva annunciato che si sarebbe potuto svolgere solo un raduno «da fermi» in quanto non era possibile garantire la sicurezza dei manifestanti. La marcia del 2019 era infatti stata accompagnata da una contro-manifestazione di protesta sfociata in atti di violenza. Secondo le autorità cittadine quindi, solo un «raduno stazionario» avrebbe potuto essere protetto da eventuali attacchi con mezzi proporzionati.

Gli organizzatori avevano presentato con successo un ricorso contro questa decisione. Oltre alla manifestazione, è stata così approvata anche la marcia. Questa avrà luogo a Zurigo Oerlikon, invece che nel centro città. Gli organizzatori si sono comunque detti soddisfatti per la decisione che garantisce parità di trattamento e libertà di espressione.

Camille Lothe, presidente dei giovani Udc del Canton Zurigo, ritiene giusto che l'evento possa avere luogo. «È singolare che gli organizzatori abbiano dovuto ricorrere per poter manifestare. Soprattutto quando i diritti fondamentali sembrano essere limitati a causa della minaccia di un contromovimento».

«La società ha dimenticato come affrontare le opinioni opposte» - Sebbene Lothe sia dell'opinione che ogni donna debba poter decidere da sola se avere un figlio o meno, ritiene che la "marcia per la vita" debba essere consentita. «La società ha dimenticato come affrontare le opinioni opposte. Invece bisogna essere in grado di discutere di questa tematica».

Leah Heuri, copresidente della Gioventù socialista zurighese, trova invece problematico che l'evento venga tollerato. «La libertà di espressione e di riunirsi per un evento deve certamente essere garantita - sottolinea -, ma il diritto all'autodeterminazione sul proprio corpo non è un'opinione».

Commenti
 
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