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SVIZZERALe risposte a tutte le domande sull'estensione del certificato Covid

08.09.21 - 17:19
A partire dal prossimo 13 settembre sarà obbligatorio per bar e ristoranti, e per strutture del tempo libero
20min/Marco Zangger
Le risposte a tutte le domande sull'estensione del certificato Covid
A partire dal prossimo 13 settembre sarà obbligatorio per bar e ristoranti, e per strutture del tempo libero

Dallo scorso 1. luglio il documento - a disposizione delle persone vaccinate, testate o guarite dal Covid - è già obbligatorio per le grandi manifestazioni con oltre mille persone nonché in club, discoteche e per le manifestazioni di ballo.

A partire dal prossimo lunedì sarà invece necessario anche nei seguenti settori:

    • luoghi chiusi di bar e ristoranti (compresi quelli degli alberghi);
    • strutture sportive, ricreative e per il tempo libero come teatri, sale cinematografiche, sale da gioco, piscine, musei, zoo ecc.;
    • manifestazioni in luoghi chiusi (concerti, manifestazioni sportive, eventi di associazioni, eventi privati come matrimoni al di fuori di locali privati);
    • sono escluse le manifestazioni con al massimo 30 persone che si svolgono in locali separati, in gruppi fissi, e i cui partecipanti si conoscono (per esempio allenamenti sportivi o prove musicali);
    • sono altresì escluse le manifestazioni religiose, i funerali, le manifestazioni svolte nel quadro delle ordinarie attività e prestazioni delle autorità, le manifestazioni per la formazione dell’opinione politica nonché gli incontri di gruppi di autoaiuto attivi nei settori della lotta alle dipendenze e della salute psichica a cui partecipano al massimo 50 persone; per questi eventi vigono tra l’altro l’obbligo di portare la mascherina nei luoghi chiusi e di rilevare i dati di contatto;
    • rimangono completamente escluse le sessioni parlamentari e le assemblee comunali.

A partire da che età si deve esibire il certificato?
L'obbligo del certificato vale a partire dai sedici anni.

Per quanto tempo è valido il certificato Covid?
Per le persone vaccinate, attualmente la validità è di 365 giorni dalla somministrazione dell'ultima dose. Per le persone guarite, la validità inizia dall'undicesimo giorno successivo a quello del risultato positivo di un test e ha una durata di sei mesi. Per le persone testate, la durata è di 72 ore (con un test PCR) o di 48 ore (con un test rapido).

Le persone vaccinate all'estero con un preparato non omologato in Svizzera e che sono sprovviste di un “certificato digitale Covid dell'UE” come possono accedere ai settori con obbligo di certificato?
Le disposizioni attuali prevedono che queste persone si sottopongano al test per ottenere un certificato e quindi accedere ai settori che prevedono l'obbligo.

Chi paga il test per ottenere il certificato?
Dal 1. ottobre 2021 le persone che si sottopongono al test per ottenere un certificato dovranno pagare il test di tasca propria. La possibilità della vaccinazione gratuita viene mantenuta.

Quali settori continuano a essere esclusi dall'obbligo del certificato?
Nei seguenti settori non viene introdotto l'obbligo del certificato:

    • trasporti pubblici, commercio al dettaglio e zone di transito degli aeroporti;
    • manifestazioni private in spazi privati con al massimo 30 persone;
    • manifestazioni religiose e manifestazioni per la formazione dell’opinione politica con al massimo 50 persone;
    • sessioni parlamentari e assemblee comunali;
    • prestazioni delle autorità nonché servizi alla persona come saloni di parrucchieri, offerte terapeutiche e di consulenza, offerte gastronomiche in centri di consulenza (per esempio mensa per i poveri in un luogo chiuso).

La Confederazione non prevede alcun obbligo di certificato nemmeno nei luoghi di lavoro e nei centri di formazione (comprese le mense). Sono altresì escluse dall’obbligo del certificato le aree esterne (eccetto nel caso in cui i visitatori di strutture sportive, ricreative e per il tempo libero facciano la spola tra le aree interne e quelle esterne).

I collaboratori di una struttura con obbligo di certificato (come il personale di servizio nei ristoranti, gli istruttori fitness, i sorveglianti di musei o il personale ausiliario durante manifestazioni sportive) devono essere provvisti di un certificato?
No. Una datore di lavoro può però esigere dai lavoratori, nel quadro del proprio obbligo di tutela, che siano provvisti di un certificato (per esempio negli ospedali). I datori di lavoro sono autorizzati a verificare se i loro lavoratori possiedono un certificato, se questo serve a stabilire misure di protezione opportune o all’attuazione del piano di test. Può essere il caso se i lavoratori operano a distanza ravvicinata in luoghi chiusi (per esempio una macelleria), ma non se sono all’aperto (per esempio lavori di giardinaggio). Il datore di lavoro deve documentare per scritto se intende adottare misure di protezione o misure finalizzate all’attuazione di un piano di test sulla base del certificato Covid. I lavoratori devono essere sentiti in merito. Il risultato della verifica del certificato non può essere utilizzato dal datore di lavoro per altri scopi. Inoltre non deve indurre ad alcuna discriminazione tra i lavoratori vaccinati e guariti e quelli non vaccinati. 

Se vige un obbligo di certificato per i dipendenti, l’azienda deve offrire regolarmente la possibilità di effettuare test (per esempio a cadenza settimanale) o assumerne i costi se non offre test ripetuti. Se prevede misure differenziate (per esempio obbligo di portare la mascherina o del telelavoro per le persone sprovviste di certificato), il datore di lavoro non deve assumere i costi dei test.

Il certificato è obbligatorio per chi fa visita a familiari in ospedali e case di riposo? Simili visite comportano ogni volta costi elevati per il test?
Il certificato non è obbligatorio in questi settori. Tuttavia, già oggi diversi ospedali e case di riposo hanno introdotto di propria iniziativa un obbligo di test.  I visitatori di istituti sanitari, come case di cura e per anziani oppure ospedali, potranno sottoporsi gratuitamente al test anche in futuro. Se il test dà esito negativo, al posto di un certificato viene rilasciata unʼattestazione.

Le università, le scuole universitarie e le scuole professionali possono introdurre autonomamente un obbligo di certificato?
Sì. Il competente Cantone o una scuola universitaria può limitare l’accesso alle attività d’insegnamento del primo, del secondo e del terzo livello di studio (bachelor, master, dottorato) alle persone provviste di un certificato. In caso di introduzione dell’obbligo del certificato si raccomanda di garantire l’insegnamento su due canali (presenza/digitale).

In alcuni paesi europei, l’obbligo del certificato vige anche sui mezzi di trasporto pubblici o per i viaggi in treno sulle lunghe distanze. Ciò sarebbe possibile anche in Svizzera?
Nei trasporti pubblici o nel commercio al dettaglio il certificato Covid non è previsto.

Per quanto tempo resta in vigore l'obbligo di certificato?
Fintanto che la situazione epidemiologica lo richiederà. Attualmente ne è prevista la scadenza il 24 gennaio 2022.

La verifica del certificato Covid

Come avviene la verifica dell'autenticità e della validità dei certificati Covid? A tal proposito è disponibile l'app gratuita “COVID Certificate Check”, che permette di scansionare il codice QR presente sul documento. Chi verifica il certificato visualizza il nome e la data di nascita del titolare. Va inoltre verificato il documento d'identità (un controllo permesso, così come avviene anche per la consegna di bevande alcoliche ai minorenni).

Ma se dei clienti privi di certificato Covid sono già seduti al tavolo, cosa succede? Chi esegue la verifica deve invitarli a lasciare e il locale e, come avviene col divieto di consegna di bevande alcoliche ai minorenni, astenersi dal servirli.

La verifica non è necessaria negli alberghi per chi vi pernotta. Ma solo per l'ingresso al ristorante dell'hotel.

Per quanto riguarda i ristoranti self-service, in questo caso la verifica del certificato Covid può essere effettuata per esempio alla cassa.

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