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SVIZZERA

La Svizzera vuole «un ruolo attivo» nella crisi afghana

Il consigliere federale Ignazio Cassis vorrebbe promuovere un vertice su suolo elvetico.
La Svizzera vuole «un ruolo attivo» nella crisi afghana
Keystone
La Svizzera vuole «un ruolo attivo» nella crisi afghana
Il consigliere federale Ignazio Cassis vorrebbe promuovere un vertice su suolo elvetico.
Il meeting sarebbe incentrato sulla fornitura di aiuti umanitari e sulla creazione di un corridoio umanitario fuori dall'Afghanistan.
BERNA - La Svizzera è conosciuta e apprezzata per il suo ruolo di mediatrice. Recentemente Ginevra aveva accolto i presidenti di Russia e USA - Vladimir Putin e Joe Biden - che nella città di Calvino avevano provato a ricucire un rappor...

BERNA - La Svizzera è conosciuta e apprezzata per il suo ruolo di mediatrice. Recentemente Ginevra aveva accolto i presidenti di Russia e USA - Vladimir Putin e Joe Biden - che nella città di Calvino avevano provato a ricucire un rapporto ormai teso e logoro. Il nostro Paese ha poi, da tempo, un ruolo d'intermediario molto importante nella crisi tra Stati Uniti e Iran. Carte - riconosciute e apprezzate a livello globale - che il ministro degli esteri Ignazio Cassis - secondo quanto anticipato dalla NZZ am Sonntag odierna - vorrebbe utilizzare per organizzare un vertice sull'Afghanistan in Svizzera.

Il domenicale zurighese, che cita «fonti informate», precisa infatti che Cassis avrebbe dato mandato alla Segretaria di Stato Livia Leu di «esaminare le possibilità» di tenere un meeting su suolo elvetico e quale contributo esso possa dare alla risoluzione dell'attuale stato di crisi vissuto nel Paese asiatico da poco tornato in mani talebane.

Le riunioni in Svizzera potrebbero ad esempio venir incentrate sulla fornitura di aiuti umanitari e sulla creazione di un corridoio umanitario fuori dall'Afghanistan. I colloqui tra talebani e gli ex membri del Governo stanno comunque continuando. «Siamo intenzionati a giocare un ruolo attivo», ha precisato al domenicale un portavoce del DFAE, ricordando che la Svizzera ha già contatti con tutti gli attori coinvolti.

 

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