Gli 007 elvetici vogliono lavorare da casa

Telelavoro offlimits in seno all'intelligence elvetica, anche durante il lockdown. Ma ora i dipendenti lo chiedono
La richiesta è al vaglio dei vertici. Ma al centro della valutazione ci sono la riservatezza e la sicurezza dei dati sensibili
BERNA - Sono moltissimi i lavoratori che negli scorsi mesi hanno lavorato da casa a causa della pandemia. Ma non gli 007 svizzeri, che hanno dovuto restare in ufficio. Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha infatti negato il telelavoro per evitare che dati sensibili finissero nelle mani sbagliate.
Ma ora i collaboratori tornano all'attacco, chiedendo di poter lavorare da casa, almeno parzialmente. È quanto emerge da un documento allestito da un gruppo di lavoro interno al SIC, come riferisce oggi la SonntagsZeitung. «È diventato chiaro che il telelavoro è un'esigenza per il personale» si legge. E si parla di un telelavoro che fa parte «di un ambiente di lavoro al passo coi tempi».
L'esigenza è emersa a seguito di un sondaggio condotto tra i dipendenti. Un sondaggio che metteva pure in evidenza un problema di mobbing e sessismo. Ma anche la mancata possibilità, appunto, di poter lavorare da casa.
Ora comunque il SIC starebbe prendendo in considerazione la richiesta del personale. «La sicurezza e la riservatezza delle informazioni sono comunque al centro di tutte le valutazioni» afferma un portavoce interpellato dal domenicale.




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