Keystone (archivio)
La missionaria basilese in una fotografia del 2012, quando fu liberata per la prima volta.
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SVIZZERA / MALI
31.03.2021 - 12:570

«Abbiamo la triste certezza della morte di Beatrice Stöckli»

Gli esami hanno confermato che le spoglie ritrovate in Mali sono quelle della missionaria basilese.

Il corpo della donna svizzera sarà riportato in patria non appena le autorità maliane lo consentiranno e sarà in seguito consegnato alla famiglia.

BERNA - I resti della donna svizzera presa in ostaggio e uccisa in Mali nel 2020 sono stati trovati e identificati. Il corpo sarà trasferito in Svizzera appena possibile, ha comunicato oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

«Abbiamo ormai la triste certezza della morte di Beatrix Stöckli», ha scritto su Twitter il consigliere federale Ignazio Cassis, aggiungendo che «i miei pensieri vanno alla famiglia della nostra connazionale». Cassis si è detto anche sollevato dal fatto che la vicenda abbia potuto essere risolta poco dopo la sua visita in Mali.

Beatrice Stöckli, missionaria di Basilea che operava da anni a Timbuctù, era stata rapita a inizio del 2016, per la seconda volta, dopo che un'analoga sorte le era toccata nell'aprile del 2012. Nell'ottobre del 2020 era stato reso noto che a uccidere la donna era stata l'organizzazione terroristica jihadista Jama’at Nusrat Al-Islam wa’l-Muslimin (JNIM).

Da quel momento, le autorità svizzere hanno cercato di ottenere maggiori informazioni sulle circostanze della morte e sul luogo in cui si trovava il corpo. Durante la visita in Mali delllo scorso febbraio, il consigliere federale Ignazio Cassis era intervenuto ai più alti livelli per risolvere la vicenda, sottolinea il DFAE.

Alcuni giorni fa, le autorità del Mali hanno informato la Confederazione che erano stati consegnati loro i resti di una persona, presumibilmente quelli dell'ostaggio svizzero, e hanno quindi ordinato il prelievo di materiale biologico per effettuare un test del DNA. I campioni di DNA sono stati poi inviati in Svizzera, per effettuare ulteriori analisi. L'Istituto di medicina legale dell'Università di Zurigo ha ora confermato che il DNA corrisponde a quello della donna presa in ostaggio.

Rientro delle spoglie in Svizzera - Il corpo della donna svizzera sarà riportato in patria non appena le autorità maliane lo consentiranno e sarà in seguito consegnato alla famiglia. Per rispetto delle disposizioni sulla protezione dei dati e a causa del procedimento in corso, il DFAE non si esprime sui dettagli del caso.

La task force interdipartimentale, che comprende rappresentanti del DFAE, dell'Ufficio federale di polizia (fedpol), del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) e del Ministero pubblico, è ancora al lavoro e si tiene costantemente in contatto con la famiglia e con le autorità del Mali.

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