Cerca e trova immobili
SVIZZERA

«Infettarsi con una fondue è improbabile»

È un must delle cene invernali. Ma ci si interroga sulla possibilità di mangiarla in tempi di pandemia.
Keystone
Fonte 20minutes
«Infettarsi con una fondue è improbabile»
È un must delle cene invernali. Ma ci si interroga sulla possibilità di mangiarla in tempi di pandemia.
Rispettando le distanze e le regole d'igiene si può fare, spiegano gli esperti: «La temperatura del formaggio è sufficiente per uccidere qualsiasi virus».
LOSANNA - Possiamo ancora assaporare una fondue senza temere che un commensale ci infetti? In Svizzera, dove questa pietanza la fa da padrone (specie d'inverno), la domanda imperversa e online in diversi si sono appassionati dell'argomento. «Ma...

LOSANNA - Possiamo ancora assaporare una fondue senza temere che un commensale ci infetti? In Svizzera, dove questa pietanza la fa da padrone (specie d'inverno), la domanda imperversa e online in diversi si sono appassionati dell'argomento. «Mangiatela con una canna da pesca», suggerisce ad esempio qualcuno, preoccupato di rispettare la distanza fisica.

Un'altra idea, decisamente meno bizzarra, è che ognuno utilizzi due forchette e un coltello. Una forchetta da intingere nel formaggio fuso, il coltello per aiutarsi a togliere il pane e la seconda forchetta per mangiare.

«Sicuramente no» - Su alcuni media confederati, alcuni esperti sono stati chiamati in soccorso, arrivando addirittura a interpellare l'infettivologo ginevrino Didier Pittet. Che assicura: «Un rischio associato alla fondue? Certamente no».

Anche i casari svizzeri, riuniti all'interno dell'organizzazione Switzerland Cheese Marketing, sostengono di aver esaminato da vicino la questione e di aver concluso che «il rischio d'infettarsi con una fondue al formaggio è improbabile». Perché, come spiega il professor Christian Ruef, specialista in malattie infettive a Zurigo, «nel caquelon il formaggio fuso raggiunge una temperatura sufficiente per uccidere qualsiasi virus».

Il tête-à-tête è rischioso - Che sia la classica "moitié-moitié" (metà Vacherin e metà Gruyère) o qualsiasi altra fondue, la sua degustazione non presenta quindi alcun rischio di per sé.
Tuttavia, il professore esorta alla cautela, raccomandando di mangiarla in due o al massimo in piccoli gruppi: «Il problema sorge se si è seduti vicini, in un piccolo spazio, per una sera intera. Si parla ad alta voce, si ride o addirittura cantare, e queste sono le condizioni ideali per la diffusione del virus».

«Il rischio non è il caquelon, ma il tête-à-tête», sintetizza Gérald Bongioanni, manager del famoso Café du Soleil di Ginevra, che d'inverno serve fino a 300 fondute al giorno.

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE