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SVIZZERA
13.11.2020 - 16:440

Ritirata l'iniziativa "Sì all'abolizione del cambio dell'ora"

I promotori sostengono che la pandemia ha reso «impossibile» la raccolta delle firme necessarie

BERNA - La crisi del coronavirus, in particolare, e le misure del Consiglio federale hanno ostacolato la raccolta delle 100'000 firme necessarie e reso «impossibile» la consegna entro il 20 dicembre, afferma un comunicato odierno dei promotori, che già il mese scorso avevano segnalato di essere riusciti a raccogliere solo la metà delle sottoscrizioni.

Il progetto era stato pubblicato sul Foglio federale nell'aprile del 2019. Del comitato facevano parte, fra gli altri, i consiglieri nazionali dell'UDC Lukas Reimann (SG) e Yvette Estermann (LU). Entrambi avevano già tentato di far passare alle Camere federali l'idea di imporre l'orario solare tutto l'anno, ma senza successo.

Faceva parte del comitato anche il contadino Armin Capaul, balzato agli onori della cronaca con la sua iniziativa sulle vacche con le corna, bocciata alle urne nel 2018. Gli agricoltori in generale mostrano da anni scetticismo riguardo al cambio dell'ora, poiché proprio le mucche soffrono particolarmente le modifiche nei ritmi di vita.

Il cambiamento dell'ora tra inverno ed estate è da diversi anni controverso sia in Svizzera che nell'UE. Nel marzo del 2019 il Parlamento Europeo si è espresso per l'abolizione di tale pratica nel 2021. Ma attualmente non sono ancora state prese tutte le decisioni a riguardo, in particolare se mantenere l'ora estiva o invernale.

La Confederazione dal 1981 si è allineata a quanto già accadeva qualche anno prima nelle nazioni vicine con lo scopo di risparmiare energia durante la sera. Tutti gli stati membri dell'Unione Europea dal 1996 hanno la stessa pratica, nell'ultima domenica di marzo e nell'ultima di ottobre.

Questo sistema però solleva ogni anno critiche: dagli effetti sulla salute di neonati e anziani, fino alla diminuzione della produzione di latte delle mucche.

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