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13.03.2020 - 06:300

«Mi mancano già oltre cinque diottrie… e ho dodici anni»

Tra i bambini la miopia si presenta sempre prima. Ora una socialista chiede l'intervento della Confederazione

ZURIGO - Ilija ha dodici anni. Ed è dai tempi dell'asilo che soffre di miopia. «A un occhio mi mancano già 5,25 diottrie e quando lavoro al computer senza occhiali faccio fatica a riconoscere le lettere» racconta. Ma indossarli per lui significa dover convivere con delle limitazioni. «Quando pratico delle attività sportive, rischio di romperli. Una volta mi è successo durante la settimana bianca con la scuola». Secondo suo padre, la sua miopia sarebbe dovuta all'utilizzo dello smartphone.

La storia di Ilija non è un'eccezione. Lo dice Pascal Blaser, fondatore del centro di consulenze per persone miopi MyopiaCare: «Constatiamo che il problema di vista si presenta sempre più presto». Se i bambini ne soffrono prima, il disturbo progredirà più velocemente e in età adulta sarà più grave. E l'oculista Alessandra Sansonetti sostiene che, in effetti, l'aumento dei casi di miopia sarebbe legato anche all'utilizzo di dispositivi elettronici come gli smartphone (vedi intervista sotto).

L'intervento della politica - La questione preoccupa la consigliera nazionale socialista Yvonne Feri, che ha presentato un atto parlamentare per chiedere i numeri sulla miopia tra i bambini elvetici. Numeri che secondo la deputata dovrebbero poi rappresentare il punto di partenza per una strategia nazionale contro i problemi di vista. «Al momento in Svizzera si fa troppo poco contro lo sviluppo della miopia nei bambini» afferma Feri, che aggiunge: «I bambini devono tornare a giocare all'aperto».

La proposta di Feri è ben vista dall'ottico Alex Ziörjen: «Se i bambini soffrono presto di miopia, aumenta il rischio di sviluppare in età adulta delle malattie degli occhi che possono anche portare alla cecità» conclude.

«Tenete lo smartphone a trenta centimetri dagli occhi»

Alessandra Sansonetti*, come mai ci sono sempre più bambini miopi?
«Oggigiorno i bambini passano meno tempo all'aperto. E quando lo sguardo si concentra sullo schermo, per esempio, di uno smartphone, l'occhio si sforza e si allunga. Una condizione a cui durante la fase di sviluppo si abitua, portando alla miopia».

Cosa si può fare contro lo sviluppo della miopia nei bambini?
«Io consiglio di tenere lo smartphone ad almeno trenta centimetri dagli occhi. E poi gli occhi hanno anche bisogno di cambiamenti: si dovrebbe passare più tempo a giocare all'aperto, restandoci per almeno una o due ore».

Esistono delle terapie?
«Una possibile terapia può essere fatta con delle gocce di atropina, ma si tratta di una terapia impegnativa per dei bambini in quanto dura più anni».

Serve un piano d'azione nazionale?
«È importante che vengano raccolti i dati sui bambini con miopia. E ci vorrebbero molti più esami della vista nelle scuole».

*Alessandra Sansonetti è vicepresidente della Società svizzera di oftalmologia

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