Keystone
BERNA
23.02.2020 - 12:460
Aggiornamento : 15:35

Il Coronavirus avanza, le autorità svizzere guardano

Da Berna nessuna ulteriore misura. Silenzio in Ticino. Il virologo: «Sbagliate le previsioni tranquillizzanti»

Bocche cucite ai Pronto soccorso che abbiamo contattato per sapere come si stanno organizzando. «Ci è stato detto di non dire nulla».

BERNA - Il Coronavirus inizia a fare un po’ più paura rispetto a qualche giorno fa. Gli 89 contagi in Lombardia (un centinaio in Italia) tra cui uno nel comasco e uno in Valtellina, stanno avvicinando il problema anche alle nostre latitudini. 

Nonostante il numero crescente dei malati e una certa apprensione tra la popolazione svizzera e soprattutto ticinese, l'Ufficio federale della sanità pubblica (BAG) ha deciso di non adottare ulteriori misure sul coronavirus. Lo ha confermato all’agenzia ATS, specificando però che la situazione potrebbe cambiare rapidamente. L'Ufficio federale della sanità pubblica in merito alla situazione in Italia ha spiegato che si tratta di un focolaio locale che deve essere messo sotto controllo ad ogni costo. 

«Le autorità svizzere stanno monitorando da vicino la situazione in Italia». In un’intervista rilasciata alla SRF, Daniel Koch dell’Ufficio federale della sanità pubblica si è rivolto al Ticino. «È importante che la popolazione ticinese rimanga tranquilla». Non vi è necessità di «panico e paura».

«Insieme ai nostri partner, ci stiamo preparando per l’eventualità di una diffusione del coronavirus nel nostro Paese» aveva detto Berna qualche giorno fa, sottolineando pure che «in base alla stima della situazione attuale, non vi sono limitazioni all’ingresso in Svizzera».

C’è silenzio, almeno per ora, da parte delle autorità ticinesi, ad eccezione di un comunicato stampa diramato dal Cantone. Bocche cucite ai Pronto soccorso che abbiamo contattato per sapere come si stanno organizzando. «Ci è stato detto di non dire nulla» ci riferiscono. 

Il medico cantonale, Giorgio Merlani, introvabile nella giornata odierna, aveva dichiarato a fine gennaio che non era il caso di lanciare un allarme, aveva invitato a non farsi prendere dal panico, rassicurando la popolazione che si sta seguendo l’evoluzione del virus per capire come trattare un ipotetico caso sospetto. 

Intanto in Italia c’è chi accusa le parole tranquillizzanti che politici e autorità sanitarie hanno espresso nei giorni scorsi. È  Il virologo Roberto Burioni in un video postato sul sito Medicalfacts: «La notizia che speravamo di non dover dare è arrivata. Il virus è arrivato in Italia come avevamo previsto, dalla Cina. Una persona è arrivata dalla Cina e ha infettato un italiano. Erano quindi sbagliate alcune declamazioni tranquillizzanti di politici. La quarantena è l'unico modo di bloccare l'arrivo di questo virus. Dobbiamo far sì che da questi primi casi non ne nasca una catena di contagi».

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