Keystone
SVIZZERA
12.02.2020 - 10:420

Caso Crypto: «Serve chiarezza ora per uscire dal pasticcio»

Il Consiglio federale, avviando un'inchiesta, «dimostra una notevole trasparenza». Ma c'è bisogno di più

BERNA - «Un duro colpo alla neutralità, alla credibilità e alla sovranità della Svizzera». Così alcuni media hanno reagito alle rivelazioni sulle intercettazioni di migliaia di documenti da parte della CIA e i servizi segreti tedeschi (BND) grazie ad apparecchi crittografici della società Crypto di Zugo.

«Quel che si sospettava all'inizio degli anni '90 era dunque vero. La Svizzera, neutrale e non allineata, ospitava una quasi-agenzia di servizi segreti alleati. È molto probabile che la Crypto AG stesse perseguendo due tipi di attività, alcune irreprensibili e altre ultra-segrete sulle quali la Svizzera ufficiale ha chiuso un occhio, in nome della neutralità sotto la dipendenza della NATO», hanno commentato i quotidiani romandi 24 heures e la Tribune de Genève.

Secondo la televisione della Svizzera tedesca della SRF - che ha rivelato la vicenda in collaborazione con la televisione pubblica tedesca ZDF e il Washington Post - i principali funzionari sapevano, ma non hanno fatto nulla. «Che sia stato per incompetenza, perché si volevano coprire gli agenti dei servizi segreti stranieri o per trarre profitto dalle loro scoperte, ora è comunque necessario fare piena luce. È l'unico modo per uscire da questo pasticcio», sostengono il Tages-Anzeiger e il Bund.

«La credibilità della Svizzera nell'attuale guerra dell'informazione si misura in base agli avvenimenti del passato», secondo la Neue Zürcher Zeitung. E questo caso lascia planare dubbi sulla sincerità dei responsabili dello Stato e quindi dell'ordine liberale, pesando anche sull'economia del Paese.

Richiesta di indagine parlamentare - La Confederazione dovrà essere trasparente in questa vicenda perché nessuno Stato ingannato si fiderà mai più, aggiungono Tages-Anzeiger e Bund sottolineando che questa operazione è stata possibile solo grazie alla neutralità e alla buona reputazione della Svizzera, di cui hanno approfittato Stati Uniti e Germania. E si chiedono: «Chi compra tecnologia sensibile dove un governo tollera simili raggiri?»

Il Consiglio federale, avviando un'inchiesta, «dimostra una notevole trasparenza», sottolinea la Neue Zürcher Zeitung. Ma c'è bisogno di più, secondo la maggior parte dei media. Anche il Parlamento deve aprire un'inchiesta, per i giornali del gruppo CH-Media.

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