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27.01.2020 - 11:000
Aggiornamento : 13:36

Psicosi da virus: «Non voglio cinesi nel mio ristorante»

La paura per il coronavirus prende piede. Alcuni esercenti non ammettono più comitive di turisti asiatici nei loro locali

di Redazione
B.Zanni/jc

ZURIGO - Quando visitano la Svizzera, i turisti cinesi amano mangiare nei ristoranti asiatici. Ma la paura per il coronavirus potrebbe impedire ad alcune comitive di sentirsi ospiti nei locali asiatici del nostro Paese. «Il virus mi inquieta - ammette la proprietaria di un ristorante cinese di Zurigo -. In questo periodo i gruppi in viaggio dalla Cina non sono i benvenuti qui».

Nonostante si tratti di una scelta discutibile, la donna si dice costretta a rifiutare gli ospiti asiatici «per motivi di sicurezza»: «Voglio proteggere il personale e gli altri ospiti». E non si fida minimamente dei controlli introdotti in alcuni aeroporti. «Ho la sensazione che le autorità non stiano prendendo abbastanza seriamente questo virus». Dello stesso pensiero è Mai Le, del ristorante Mai di Lucerna: «Se mi arrivasse la richiesta di riservazione da parte di un gruppo di turisti cinesi, credo che rifiuterei». Anche in questo caso, la paura la fa da padrona.

Liping Ma, del Suan Long di Opfikon (ZH), spiega che «se arrivasse una comitiva che non è stata sottoposta a controlli», la manderebbe prima in ospedale. «Poi potrebbero cenare qui». Secondo lui, «è meglio un controllo in più», prima di poter mangiare nel suo ristorante. Il locale si è già munito di una scorta di mascherine, che i dipendenti hanno anche a casa.

Voce fuori dal coro è K. Siew, da un ristorante cinese nei Grigioni. «Tutte le persone devono essere trattate allo stesso modo. Non è colpa dei cinesi se il virus è scoppiato nel loro paese». Secondo lui «spetta allo Stato e non ai cittadini tenere a bada il virus» e se «i turisti hanno superato lo screening negli aeroporti, va bene così».

Alcuni, quindi, alla sola vista di persone cinesi pensano subito al coronavirus. Nel frattempo due persone che mostrano segni d’infezione dopo un soggiorno in Cina sono attualmente sotto esame e in quarantena presso l’ospedale Triemli di Zurigo. La Confederazione ha deciso di rafforzare l’obbligo di notifica da parte di medici e laboratori. Ma negli aeroporti elvetici non sono al momento in vigore misure preventive particolari.

La psicosi potrebbe però già essere partita. Secondo TeleZüri in Svizzera c’è stato un boom di vendite di mascherine, tanto da essere praticamente introvabili. Anche i turisti cinesi in visita nel nostro paese ne avrebbero fatto una scorta da mettere in valigia e portare a casa.

Commenti
 
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spank77 1 anno fa su tio
Comunque gli abitanti di Lucerna , quelli senza attivita commerciali, Saranno felici di potere riassoporare le passeggiate Nella loro citta con meno masse di turisti
Dioneus 1 anno fa su tio
Ecco qua i razzistoni ignoranti che si camuffano. Un bel boicottaggio per voi poi vediamo se non piangete lacrime di sangue;)
Zico 1 anno fa su tio
@Dioneus se hai letto l'articolo (ma dubito seriamente tu lo abbia fatto) vedrai che i cognomi dei proprietari dei ristoranti non sono esattamente di AI o Uri. forse il razzismo lo vedio solo tu, visto che per la maggior parte mi sembrano cognomi asiatici...
sedelin 1 anno fa su tio
paranoia aggiunta a paranoie :-( già che ci siete, nella VOTAZIONE del 9 febbraio includete i cinesi (roba da matti!) :-(
Pongo 1 anno fa su tio
la paranoia collettiva causata dai media è dir poco aberrante
spank77 1 anno fa su tio
Chissa se questa volta qualche giornalista inizia a indagare sul guano o cacca di pippistrello...ho scoperto che viene usata per concimare ! Ci Sono numerose ricerche che dimostrano che contegono numerosi virus tra il quale coronavirus. Aggiungi un utilizzo improprio e una igiene precaria e il gioco e fatto.
KilBill65 1 anno fa su tio
Non vi lamentate se poi boicottano i ristorante i turisti!!!.....Visto la crisi!!!.....
Frankeat 1 anno fa su tio
Ecco fatto. Il terrorismo psicologico dei media comincia a fare effetto. Bravi.

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