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Al centro del nuovo orientamento vi è un profilo professionale uniforme che sostituirà le attuali professioni di guardia di confine e specialista doganale
BERNA
10.04.2019 - 14:150
Aggiornamento : 15:13

L'Amministrazione delle dogane cambia nome

In seguito alla riorganizzazione prenderà il nome di "Ufficio federale delle dogane e della sicurezza dei confini (UDSC)"

BERNA - Una nuova figura professionale più dinamica e un nuovo nome: sono questi i punti principali della riorganizzazione dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD), che in futuro si chiamerà "Ufficio federale delle dogane e della sicurezza dei confini (UDSC)". Il Consiglio federale ha gettato oggi le basi per lo sviluppo dell'organismo.

«I cambiamenti nella società si riconoscono immediatamente ai confini, che si parli di immigrazione o semplicemente di problemi legati al traffico, fino al commercio di farmaci illegali», ha dichiarato il consigliere federale Ueli Maurer ai media a Berna. «Proprio per questo il settore doganale deve adeguarsi ai tempi che cambiano», ha aggiunto.

Al centro del nuovo orientamento vi è un profilo professionale uniforme che sostituirà quelli attuali di guardia di confine (controllo di persone) e specialista doganale (controllo di merci). Tutti i collaboratori verranno formati per eseguire controlli globali di merci, persone e mezzi di trasporto e si specializzeranno in uno di questi tre ambiti. L'addestramento di base sarà però uguale per tutti, in modo da permettere una maggiore flessibilità.

Indosseranno la stessa uniforme e, in funzione dei compiti, saranno armati, anche se l'arma non sarà necessariamente da fuoco. La nuova formazione prevista concerne sia i nuovi collaboratori sia quelli già assunti.

«Si tratta di un cambiamento importante che in totale coinvolge circa 4700 dipendenti, ma è necessario per poter reagire alle nuove sfide in maniera adeguata», ha detto Maurer. «Tutto questo deve avvenire mantenendo una stretta collaborazione con i Cantoni».

Per chiarire l'importanza della nuova figura professionale, il ministro ha fatto un piccolo esempio: ad oggi se uno specialista doganale vuole controllare un veicolo particolarmente sospetto, non lo può fare finché non arriva in aiuto una guardia di confine armata. In futuro questo problema non ci sarà più.

Digitalizzazione e tempistica - L'AFD viene quindi orientata alle nuove esigenze, al fine di poter continuare a svolgere il suo mandato in un contesto in continuo mutamento. Per fare questo vanno sfruttate fra le altre cose le opportunità offerte dalla digitalizzazione.

In tale settore è già stato avviato il programma di trasformazione DaziT, per il quale nell'autunno 2017 il Parlamento ha autorizzato un credito d'impegno di circa 400 milioni di franchi, è stato ricordato ai media.

L'obiettivo è una trasformazione globale: la riscossione di dazi e tributi viene semplificata, armonizzata e interamente digitalizzata. Nelle intenzioni ciò consente di ridurre i costi di regolamentazione, riscuotere in modo più efficiente le entrate e aumentare la sicurezza grazie a controlli più efficaci.

Questo progetto di digitalizzazione può però essere attuato solo se l'organizzazione dell'intera struttura viene adattata alle nuove esigenze. Proprio per questo il Consiglio federale oggi ha gettato le basi in questo senso.

Il rinnovamento è ancora nelle fasi iniziali e diversi dettagli devono ancora essere chiariti, è stato spiegato. Per quel che riguarda l'applicazione non ci sono particolari pressioni sulle tempistiche, ma gran parte della concretizzazione dovrebbe avvenire fra il 2022 e il 2023.

Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di creare, nel quadro dell'imminente revisione della legge sulle dogane, i presupposti per questo sviluppo. La modifica del nome richiederà un adeguamento dell'ordinanza sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (OLOGA).

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