Keystone
BERNA
11.04.2017 - 10:470

«Troppa illegalità negli ospedali»

La denuncia arriva dall’Associazione svizzera dei medici assistenti e capiclinica. Il 52% del personale non rispetta il massimo di 50 ore previsto dalla legge sul lavoro

BERNA - La metà dei medici assistenti e dei capiclinica lavora più delle 50 ore settimanali ammesse dalla legge. Le conseguenze per il loro benessere psicofisico e la sicurezza dei pazienti sono gravi. Sono i risultati di un nuovo sondaggio commissionato dall’Associazione svizzera dei medici assistenti e capiclinica (ASMAC).

Il sondaggio rappresentativo è stato svolto dall’Istituto DemoSCOPE nei mesi di gennaio e febbraio 2017. Dalle 3300 risposte analizzate emerge che oggi l’orario di lavoro regolato contrattualmente viene rispettato ancora meno che al momento della prima rilevazione nel 2014.

Il 52% delle persone partecipanti allo studio non rispettano l’orario di lavoro massimo di 50 ore previsto dalla legge sul lavoro. In caso di occupazione a tempo pieno, restano infatti in servizio fino a 56 ore alla settimana. È quindi evidente che la legge sul lavoro negli ospedali continua a non essere rispettata. Spesso inoltre, i medici più giovani non comunicano le ore aggiuntive svolte. Ormai, in media, 2,6 ore di lavoro supplementare alla settimana non vengono più annotate, tendenza in aumento. Inoltre, anche l’anno scorso, il 45% dei giovani medici ha lavorato a volte per più di sette giorni consecutivi, un’altra pratica che rappresenta una violazione delle norme in materia di diritto del lavoro.

Spossatezza ed esaurimento - Nel sondaggio i medici assistenti e i capiclinica si esprimono riguardo alle conseguenze della loro situazione lavorativa, giudicando il proprio livello di benessere psicofisico inferiore rispetto al sondaggio di tre anni fa. Uno su due si sente spesso o quasi sempre stanco e quasi uno su tre si sente addirittura esaurito. Una quota preoccupante del 38% (2014: 33%) riferisce di essere arrivato almeno occasionalmente ai limiti della propria resistenza. Ciò si riflette direttamente sul livello di sicurezza dei pazienti: la metà degli intervistati riferisce di situazioni nelle quali la spossatezza per cause professionali dei medici ha messo a rischio la salute dei pazienti. Nel 2014 tale quota era «solo» del 38%.

L’ASMAC lancia un’iniziativa - Nel questionario i giovani medici citano numerosi compiti amministrativi, senza alcun collegamento all’attività con i pazienti, che essi sono costretti a svolgere personalmente, ma che sarebbero delegabili ad altre categorie professionali. In estate l’ASMAC si impegnerà presso gli ospedali in una nuova iniziativa per la riduzione di 2/2 queste mansioni. È prevista la presentazione di proposte migliorative concrete.

 

Commenti
 
hcap76 2 anni fa su tio
"Uno su due si sente spesso o quasi sempre stanco e quasi uno su tre si sente addirittura esaurito. Una quota preoccupante del 38% (2014: 33%) riferisce di essere arrivato almeno occasionalmente ai limiti della propria resistenza. Ciò si riflette direttamente sul livello di sicurezza dei pazienti: la metà degli intervistati riferisce di situazioni nelle quali la spossatezza per cause professionali dei medici ha messo a rischio la salute dei pazienti" Ma si dai,cosa volete che sia...!!!!!!!!!!!!
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