Keystone, archivio
FORMULA 1
24.07.2020 - 22:030
Aggiornamento : 25.07.2020 - 15:21

Rubati un centinaio di cimeli di Ayrton Senna... ma sono stati ritrovati

La collezione in questione ha un valore di circa 300'000 euro. I colpevoli sono stati arrestati

Torneranno nelle teche dov'erano conservati, per essere esposti e ricordare in tutto il mondo Ayrton Senna. Centinaia di cimeli del pilota di Formula 1, uno dei più amati nella storia di questo sport, sono stati recuperati dai carabinieri di Castagnole Lanze e Canelli, nell'Astigiano, che hanno arrestato due persone.

Tute da gara, caschi, balaclave, un volante, guanti e molti altri indumenti, tra cui felpe e cappellini appartenuti al pilota brasiliano erano spariti dalla casa di Isola d'Asti di un collezionista e collaboratore dell'Istituto filantropico intitolato al campione delle quattro ruote. Un vicino di casa, però, si era accorto di movimenti sospetti e ha avvisato i carabinieri i quali, senza far trapelare nulla del furto, si sono poi appostati in zona per portare a termine le indagini.

Sono stati i militari guidati dal capitano Alessandro Caprio ad arrestare gli autori del furto: Danilo Martucci, 31 anni della provincia di Taranto, e Davide Robba, 32 anni torinese residente a Canelli (Asti), entrambi con precedenti per rapine, droga e armi sono finiti in carcere.

I due, avevano trovato la collezione, del valore di oltre 300 mila euro, e si erano introdotti in quell'abitazione almeno in due occasioni. Una prima volta ne avevano portata via una parte, poi erano tornati per completare l'opera, ma ad attenderli c'erano i carabinieri, che li hanno fermati a bordo di una Peugeot 206 rossa, a bordo alcuni oggetti rubati e arnesi per lo scasso. La successiva perquisizione, nella casa di uno dei due indagati, ha portato al ritrovamento di buona parte della refurtiva.

Gli accertamenti, diretti dal sostituto procuratore della Repubblica Giorgio Nicola e coordinati dal procuratore capo Alberto Perduca, hanno permesso di raccogliere ulteriori elementi di colpevolezza a carico della coppia, incastrata anche da una chat Whatsapp, in cui venivano postate le foto dell'intera collezione di Senna, per ottenere una valutazione economica dei beni da piazzare su piattaforme di vendita online. Le indagini sono ancora in corso, per appurare se i due abbiano agito su commissione, anche se finora pare che il furto non sia stato occasionale.

«Si è trattato di un'attività che va oltre al valore simbolico - afferma il tenente colonnello Pierantonio Breda, comandante provinciale dei carabinieri di Asti - perché si è sviluppata in collaborazione con il vicinato, che è stato di grande supporto nel segnalare la presenza di un'auto sospetta e di quanto stesse accadendo».

A ringraziare i carabinieri anche l'Instituto Ayrton Senna, perché quei cimeli rubati erano stati esposti negli ultimi 16 anni in Italia e in Europa e l'anno scorso anche ad Asti a palazzo Mazzetti per ricordare il campione brasiliano e contribuire a raccogliere fondi per i bambini poveri del Brasile. L'istituto ha diffuso l'elenco delle memorabilia ancora da rinvenire, "nel caso in cui qualcuno si imbattesse in questi oggetti su siti web di aste". L'invito è di segnalarlo al 112.

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