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Sorriso Embolo, il visto è infine arrivato

Si è infine sbloccata la situazione dell'attaccante elvetico. Domani potrà raggiungere il resto della squadra a San Diego.
Philipp Kresnik/freshfocus
Sorriso Embolo, il visto è infine arrivato
Si è infine sbloccata la situazione dell'attaccante elvetico. Domani potrà raggiungere il resto della squadra a San Diego.
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ZURIGO - Breel Embolo può finalmente sorridere e tirare un sospiro di sollievo. Come comunicato poco fa dall'ASF, il visto dell'attaccante della nazionale è infine stato approvato. Il giocatore potrà quindi imbarcarsi già domani su un volo diretto verso gli Stati Uniti. L'arrivo al campo base di San Diego è previsto per la serata di venerdì (orario della West Coast). Il giorno seguente, alle 12.00 locali (le 21.00 in Svizzera), la squadra di Yakin disputerà l'ultima amichevole con l'Australia prima dell'esordio mondiale previsto il 14 giugno contro il Qatar. Visti i tempi stretti e il probabile jet lag, non è però certo che Embolo possa scendere in campo.

Si chiude così nel migliore dei modi l'Odissea della punta, in forza anche al Rennes. Il caso era esploso martedì mattina, come un fulmine a ciel sereno. Poco prima dell’imbarco della squadra per Los Angeles, infatti, la Federazione era stata informata che l'ESTA del 29enne - rilasciato la scorsa estate per la tournée americana - non era più valido e che il consolato statunitense richiedeva chiarimenti sulla condanna subita dal numero 7 elvetico.

Nel giro di poche ore l'ESTA precedentemente approvato si è trasformato in carta straccia, costringendo Embolo a rimanere a terra. È iniziata così una corsa contro il tempo che ieri lo ha portato all'Ambasciata degli Stati Uniti a Berna per richiedere un visto. Durante l'incontro, definito «breve e cordiale», l'attaccante ha chiarito la vicenda che lo scorso settembre lo ha portato a una condanna definitiva per minacce multiple. Minacce che, tuttavia, non sono mai sfociate in violenza fisica. Proprio questo aspetto è stato oggetto di verifica da parte dell'Ambasciata americana, che ha richiesto anche la documentazione al Tribunale prima di concedere il via libera.

Ora l'attaccante può finalmente partire per Los Angeles e raggiungere i compagni a San Diego. Sognando la California, cantavano i Dik Dik nel 1967. E anche per Breel, seppur con qualche giorno di ritardo, il sogno può finalmente iniziare.

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