«Mi ispiro a Xhaka»

Alessandro Romano è il primo svizzero ad aver giocato per la Roma. Ora il giovane centrocampista è in prestito allo Spezia. Lo abbiamo intervistato.
Alessandro Romano è il primo svizzero ad aver giocato per la Roma. Ora il giovane centrocampista è in prestito allo Spezia. Lo abbiamo intervistato.
ROMA - Destino. Fato. Sorte. Decidete voi la definizione più appropriata. Resta il fatto che a volte uno il destino ce lo ha già scritto. Magari nel cognome che porta. Nomen Omen, dicevano i latini. Una locuzione che calza a pennello ad Alessandro Romano, giovane centrocampista che lo scorso 6 gennaio 2026 è diventato il primo giocatore svizzero della storia a vestire la maglia della Roma.
Nato a Winterthur il 17 giugno del 2006 e cresciuto in una famiglia innamorata del pallone - papà Umberto vanta 200 presenze nella vecchia Lega Nazionale, mentre il fratello maggiore Luca gioca nel Kriens (Promotion League) - Alessandro parte per Roma nel 2022. A sedici anni appena compiuti. Nel club giallorosso fa tutta la trafila nelle squadre giovanili fino a diventare un perno della Primavera. E dopo un inizio di stagione al fulmicotone - 13 presenze condite da 3 reti e 2 assist - il suo nome finisce sul taccuino di Gasperini, che lo vuole con sé in prima squadra. Dopo alcune panchine, Alessandro fa il suo esordio in Serie A il 6 gennaio entrando per 4 minuti nella vittoriosa trasferta di Lecce. Quattro giorni dopo arriverà anche la prima presenza all'Olimpico. Ma un giovane, si sa, ha bisogno di minuti di gioco per crescere. Ed ecco arrivare allora il prestito in Serie B: allo Spezia Calcio, squadra che tra l'altro è stata proprio fondata da uno svizzero, Hermann Hurny, nel 1906.
ImagoA Palermo con la maglia dello Spezia.Ed è proprio nella cittadina ligure che abbiamo raggiunto telefonicamente Alessandro per conoscerlo un po' meglio. «Sono molto contento di essere qui», ha esordito il giovane centrocampista anche della Nazionale Svizzera Under 20. «Questa è una buona soluzione per me. Già nelle due prime partite (contro Palermo e Avellino, ndr) ho trovato un po' di spazio e spero di ritagliarmene ancora di più in futuro (sabato ha giocato da titolare il derby con la Samp, ndr».
Quali sono i tuoi obiettivi?
«Beh, per prima cosa giocare il più possibile e aiutare la squadra a raggiungere l'obiettivo della salvezza».
Com’è lavorare con Donadoni? E con Gasperini?
«Sono due allenatori molto diversi. Donadoni è stato anche un grandissimo calciatore e approfittando di questo ho una grande opportunità per crescere. Gaperini invece ha una grandissima esperienza e negli allenamenti e nelle partite fatte con lui ho imparato tantissimo».
Sei stato il primo svizzero a giocare nella Roma, lo sapevi?
«In verità non lo sapevo. Sono stati i miei compagni e la famiglia a farmelo notare. È una bella cosa».
ImagoA Lecce, nel giorno dell'esordio in Serie A.Che giocatore sei? Quali sono le tue qualità? In cosa devi ancora migliorare?
«Premesso che posso e voglio migliorare in tutti gli aspetti del mio gioco, i miei punti di forza emergono quando ho la palla tra i piedi: sono un giocatore molto tecnico e dispongo di una buona visione di gioco. Tra i punti deboli ci sono sicuramente il mio piede destro e la fase difensiva. Ci sto comunque lavorando e penso che qui allo Spezia sia il posto giusto per migliorare in queste cose».
Tu sei nato e cresciuto a Winterthur e già tuo papà era calciatore. Hai sempre voluto seguire le sue orme? Hai sempre voluto fare il calciatore?
«Sì, mio padre e mio fratello mi hanno inculcato fin da subito la passione del calcio. Pensa che appena nato mi hanno messo un pallone vicino alla testa. Quindi sì, sono proprio cresciuto con questa idea di diventare calciatore in testa».
Quando eri più giovane avevi un giocatore a cui ti ispiravi? Chi era?
«Inizialmente mi sono ispirato a mio papà. Ma ora il mio esempio è Granit Xhaka. Da lui si può imparare tantissimo sia come calciatore ma soprattutto a livello di leadership».
Hai giocato in tutte le selezioni giovanili svizzere e attualmente sei convocato nella Under 20. La Nazionale maggiore è un tuo obiettivo a corto-medio termine?
«Sì, certo. È sicuramente un obiettivo. E per quello che lavoro. Un passo alla volta e vediamo che succede al prossimo raduno. Under 20 o Under 21? Al momento per me non cambia nulla. Io devo solo pensare a lavorare per puntare sempre più in alto».
Tu hai anche il passaporto italiano, e se Gattuso decidesse di suonare alla tua porta?
«Ma al momento non ci penso proprio. Il mio focus attuale è tutto rivolto allo Spezia. A giocare e fare bene qui. Voglio aiutare la squadra a vincere più partite possibili. Quello che succederà in futuro lo vedremo più in là».
ImagoLa prima partita all'Olimpico.








