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01.10.2021 - 17:390

Il calcio non è solo risse, anzi

di Emilio Scossa Baggi, arbitro e uomo di sport

Prendendo spunto dai recenti fatti di cronaca e relative comunicazioni della FTC, ampiamente riportati ed enfatizzati dai media, sembrerebbe che la nostra realtà del calcio minore sia per così dire “fuori controllo”…

Ebbene, non è proprio tutto così: evidentemente gli aspetti negativi fanno molto più presa nelle cronache locali, divulgati sui social a velocità supersonica, ma in modo molto più tranquillo e discreto esiste un mondo (calcistico in questo caso) che meriterebbe di essere ancor più e in ben altro modo messo in evidenza, riportato a modello da seguire e presentato come esempio positivo.

Mi è così venuto il desiderio, per una volta, di cercare d'invertire la rotta e a questo proposito voglio portare l’esempio di ciò che il settore allievi dell’US Giubiasco sta da tempo facendo per l’educazione e la formazione sportiva di giovani e in particolare giovanissimi calciatori della regione, coloro che il pallone non lo considerano ancora un vero e proprio sport, ma soprattutto un (puro) divertimento.

Ed è proprio in questo contesto che appare fondamentale poter agire già in età scolastica o addirittura ancor prima, implementando un aspetto didattico sano e rispettoso dei compagni, il poter interagire nel gruppo in modo adeguato, privilegiando la correttezza e il fair-play all’agonismo esasperato e così via.

Da qualche anno, sotto la sapiente guida di Pietro Minotti, responsabile e coordinatore di tutte le attività del settore allievi dell’US Giubiasco, è stata creata e sviluppata una struttura di formazione per le squadre di calcio degli allievi, partendo dalla Scuola calcio sino agli allievi A, attraverso una pianificazione interna particolarmente ideale.

In effetti, oltre alla squadra degli attivi che milita attualmente in terza lega e a una squadra di Veterani (40+), l’US Giubiasco arruola delle squadre di allievi in tutte le categorie, come detto Scuola Calcio, allievi E, D9, C, B (2 formazioni) ed A.

Un movimento importante e complesso, se si pensa che sono circa 200 i giovani e una ventina gli allenatori, che fanno capo a questa organizzazione, funzionale anche grazie a uno stadio sufficientemente capiente (ma praticamente ora esaurito nelle sue potenzialità…), rimesso a nuovo da poco tempo, con tre campi di calcio a disposizione per gli allenamenti e le competizioni.

Ecco quanto riporta il sito ufficiale della Società nella sua introduzione:

“ll settore allievi ha a cuore i giovani che scelgono il calcio come motivo di svago e di divertimento.

Decine di bambini e ragazzi scelgono ogni anno il nostro settore giovanile.

Il motivo? Molto semplice!

I nostri responsabili curano costantemente i minimi dettagli e fanno in modo che i vostri figli, una volta varcato il cancello del nostro stadio, non riusciranno mai più a fare a meno del nostro ambiente, quest'ultimo incentrato sul divertimento e sull'insegnamento dei valori della vita reale: il rispetto e la lealtà”.

Volendo proprio mettere l’accento sull’aspetto ludico e formativo dei giovani, seguendo le “sedute di allenamento” pomeridiane della scuola calcio ciò che balza subito all’occhio è il grande entusiasmo espresso dai ragazzi sul campo, i quali, seguendo le indicazioni dei vari allenatori (quasi tutti regolarmente formati e ben motivati nell’approccio formativo, poco fondato sulla competizione ma molto di più sull’aspetto didattico sopra accennato), comprenderanno e scopriranno ben presto il significato di praticare il calcio con gioia spontanea e genuina!

E i risultati si sono presto visti: oltre 80 bambini iscritti solo alla scuola calcio, anche grazie al passa-parola dei genitori che ne propagandano la qualità dell’organizzazione e del progetto formativo, oltre al riscontro estremamente positivo dell’impatto sui ragazzi (e ragazze!).

Siamo quindi (fortunatamente) ben lontani dall’impressione che si può talvolta percepire attorno ad altri campetti regionali: con sedute di allenamento estenuanti, ridicole strategie e tatticismi che insistono nel voler inculcare ai nostri ragazzini già a partire dagli allievi D9 e C: gioco in linea a metà campo (!), schemi praticati alla lettera pena la sostituzione, “falli tattici” e quant’altro: per la serie, professionismo a 10-12 anni!

A questo proposito, meritano di essere menzionate le iniziative interne promosse dalla società, a iniziare da una sorta di “Codice deontologico” per la prima squadra che, volendo mirare a un comportamento esemplare fuori e dentro il campo, ha elaborato questa carta dei valori, con il motto che “al Giubiasco sono stati scelti prima gli uomini, poi i giocatori”.

Ma pure interessante e innovativa è la recente iniziativa che nel settore allievi è stata creata e che va indubbiamente a sposare questa filosofia, mirando alla crescita dei giovani basata su dei principi sani e rispettosi del prossimo e ai conseguenti obiettivi che si vogliono perseguire circa la condivisione di questi valori: la creazione nell’organigramma organizzativo di una sezione denominata di “etica” (resp. Yannick Demaria).

Dopo la positiva esperienza della scorsa stagione con le attività di “Gioca Pulito” (momenti di sensibilizzazione proposti e organizzati da ASA) volte a far riflettere i giocatori sul tema del fair-play e del rispetto, da questa stagione verrà lanciato un progetto interno denominato “Imparo, per sempre” con il chiaro obiettivo di continuare a trasmettere i veri valori dello sport per aiutare i giovani ad affrontare le competizioni e gli allenamenti con uno spirito più leale e meno teso.

Si vuole quindi cercare di andare oltre l’aspetto puramente sportivo, lavorando in parallelo sull’aspetto umano del singolo giocatore, il quale, si spera, potrà trarne beneficio anche al di fuori dell’ambito calcistico.

Il richiamo di questa realtà è persino giunto anche a orecchie sopraffine…capita così non di rado di ritrovare attorno al campo nei pomeriggi di allenamento personaggi illustri, dal tecnico regionale Livio Bordoli, al ben noto ex calciatore della nazionale Kubilay Türkijlmaz, al vice-allenatore attuale della nazionale Vincent Cavin, all’allenatore dei portieri della stessa nazionale Sven König che vi accompagnano i propri figli…

Da non scordare inoltre che, dopo la parte sportiva svolta sul campo, la società e le mamme dei giovani atleti si sono organizzate preparando regolarmente torte, frutta e merendine, nonché le bibite per gli assetati calciatori di domani.

Attorno al campo si è di conseguenza formato in modo naturale un interessante tipo di aggregazione dei genitori-accompagnatori, che possono così altrettanto beneficiare di questa esperienza estremamente positiva.

In questo scritto non abbiamo fatto accenno agli arbitri, essenziali per permettere lo svolgimento degli incontri ufficiali e sovente capro espiatorio del malessere e della maleducazione regnante sui campi di calcio; ebbene, un ulteriore riscontro positivo dell’interessante progetto di cui abbiamo menzionato è la recente spontanea richiesta da parte di tre giovani partecipanti di poter diventare uno arbitro e altri due mini arbitri! 

Complimenti dunque ai promotori e ai diversi collaboratori che si impegnano quotidianamente su questo fronte a favore della crescita della nostra gioventù, insegnando loro un comportamento sano, leale e rispettoso del prossimo!

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Ultimo aggiornamento: 2021-10-19 01:16:21 | 91.208.130.86