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Il presidente di ABT, Alberto Petruzzella.
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09.09.2021 - 18:340

Accesso al mercato: la piazza finanziaria ticinese è furente con l'Italia

Alberto Petruzzella dell'Associazione Bancaria Ticinese: «Siamo arrivati ad un punto che sembra una presa in giro»

Anche il Consigliere nazionale Rocco Cattaneo si aspettava di più dall'Italia: «Ha firmato, ce lo deve»

LUGANO - «È dal 2015 che aspettiamo che l’Italia mantenga le promesse. Noi abbiamo fatto tutto quanto pattuito, ma loro hanno reso l'accesso ancor più difficile, condendo tutto con un atteggiamento aggressivo, di procure e guardie di finanza. Noi non molliamo, anche poiché ne va dell’economia ticinese, ma è anche questione di principio, a nessuno piace essere preso in giro».

È quanto ha dichiarato oggi, senza giri di parole, Alberto Petruzzella, Presidente dell’Associazione Bancaria Ticinese (ABT), riguardo all'accordo sull'accesso al mercato italiano da parte degli operatori finanziari svizzeri. 

Durante una discussione svoltasi oggi al LAC di Lugano, in seguito all'Assemblea Generale dell'ABT, hanno preso la parola a riguardo anche la Segretaria di Stato Daniela Stoffel e il CEO di Swissbanking Joerg Gasser. Purtroppo - hanno notato - una soluzione è ancora lontana.

Rocco Cattaneo: «L'Italia ha firmato, ce lo deve»
Poco dopo si è espresso anche il Presidente della Deputazione ticinese alle Camere federali, Rocco Cattaneo: «Nel 2015 l'Italia ha firmato un accordo con diversi temi contemplati, tra cui la fiscalità dei frontalieri, ma anche quello dell'accesso al mercato italiano. Avendo firmato, è quindi una cosa che ci deve».

Alla puntualizzazione di Daniela Stoffel che quello firmato non era «un vero e proprio contratto», ma più «una roadmap», è intervenuto nuovamente Petruzzella: «Quindi all'inizio avremmo dovuto fare un bel contratto, con 5 firme e 5 notai, perché non ci fidiamo dell'Italia? Oppure ci fidiamo, essendo Stati vicini e sovrani, e quando c'è un impegno - anche solo morale - ci si aspetta che loro facciano la loro parte? O quantomeno che si comportino in modo corretto. Non è possibile che ci vogliano 6 anni per parlare, e poi cambiano Governo, e poi vanno in vacanza. Non esiste. Che ci dicano pure "no", ma che abbiano il coraggio di ammettere "Voi avete fatto quello che avete promesso, noi no", poi ognuno trarrà le proprie conclusioni».

Gasser, dal canto suo, ha dichiarato che la vede dura: «Bisogna tener conto anche di Bruxelles, non sappiamo quanto l'Unione europea sia d'accordo con l'apertura di questo canale bancario italo-elvetico. Ci sono poi diverse forze economiche, in Italia, che sono contro a quest'apertura. Purtroppo non basta la nostra volontà, ma anche la parte italiana deve volerlo, e non sembra che saranno facilmente convincibili». 

A rischio clienti e dipendenti
Dal 2017, lo ricordiamo, le banche e gli istituti di Paesi terzi possono offrire offerte a clienti privati italiani solo se hanno una succursale in Italia, ciò che impedisce alla piazza finanziaria ticinese di esportare i propri servizi direttamente dal territorio elvetico.

I rischi di proseguire su questa strada, oltre ad un calo della clientela e degli affari, riguardano anche i posti di lavoro ticinesi. «Se le banche possono operare soltanto tramite succursale in Italia, questo significa dover spostare i collaboratori ticinesi aldilà del confine o - nella peggiore delle ipotesi - sostituirli con personale assunto in loco. Di conseguenza, posti di lavoro e tasse rischiano di andar persi, a danno di tutta l’economia ticinese» aveva dichiarato a gennaio Petruzzella, al settimanale Opinione Liberale.

I prossimi passi
Daniela Stoffel ha spiegato che si recherà in persona a Roma la settimana prossima, per discutere con Maria Cecilia Guerra, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Economia e delle Finanze, dell'asse transfrontaliero tra Italia e Svizzera, ribadendo: «Tutto dipende dalla volontà politica di Roma».

Cattaneo ha invece annunciato che i deputati ticinesi saranno accolti a Berna, da Ueli Maurer, il 20 settembre, ed è uno dei temi che sarà a capo dell'agenda. «Anche il Dipartimento di Cassis, comunque, deve fare la sua parte», ha poi detto Cattaneo, «sebbene siano temi fiscali, e tecnici, la diplomazia è importante».

Pandemia e sostenibilità
Oltre a ciò, durante la conferenza stampa sono state toccate anche altre tematiche. In primis la pandemia, una crisi superata con soddisfazione dalle banche: solo in Ticino sono stati concessi oltre 12'000 crediti Covid.

Poi è stato presentato il primo studio svolto in Ticino sulla sostenibilità del settore bancario, realizzato dalla SUPSI su mandato di ABT e con il supporto di Swiss Sustainable Finance.

Dai dati dello studio “La sostenibilità nel settore bancario ticinese”, delle ricercatrici Jenny Assi e Caterina Carletti, è emerso come, seppur vi siano rami di attività (ad esempio il settore crediti) dove permangono diverse lacune in ambito CSR, «il settore bancario adotta già numerose buone pratiche per quanto riguarda la gestione aziendale, gli investimenti, i rapporti con i collaboratori e la tutela dell’ambiente».

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Commenti
 
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Tato50 1 sett fa su tio
Però se gli regaliamo 400 milioni per allargare e alzare le gallerie per poter far transitare certi tipi di treni, ci mettono due minuti ad incassarli. Poi come li usano è un altro argomento ;-(
vulpus 1 sett fa su tio
Sembra che un sano pessimismo serva a dare benzina alle polemiche che si assopiscono. Ma siamo veramente sicuri che i banchieri ticinesi non fanno più affari con la clientela italiana? O forse solo alcuni? O forse i clienti italiano vengono migrati a Zurigo? Qualche domanda tra le righe è più che leccita.
Mattiatr 1 sett fa su tio
@vulpus Zurigo, America (inclusa quella statunitense), varie nazioni europee. Mica tutto il marcio è rossocrociato. Semplicemente la Svizzera è conosciuta più di altre per le banche quindi fa comodo additarla. Però non è da dimenticare che solitamente i miglior sistema per risolvere i problemi è cercarli alla radice. Diciamo che i soldi italiani non verrebbero in Svizzera se fossero in grado di sradicare la corruzione che si manifesta nella nazione. È molto più facile additare le nazioni straniere, così il problema non si pone. Inoltre non dimentichiamoci che anche se si riuscisse in qualche maniera a risolvere la situazione legalmente (facile a dirsi ma non a farsi) semplicemente al posto che la Svizzera si concentrerebbero su altre nazioni nel mondo. Il fatto è che noi popolo ignorante non comprendendo la situazione tendiamo a semplificare (sbagliando) e a colpevolizzare qualcosa o qualcuno. Tranello in cui pure io probabilmente sono cascato, ma assieme a me molti altri.
pag 1 sett fa su tio
Invece di fare sempre i piangina voi Svizzeri, iniziate a sistemare il marcio che avete in casa vostra, visto che siete da sempre solo sepolcri imbiancati, Ma per favore...
Mattiatr 1 sett fa su tio
Pare che sia all'Italia che alla Germania non piaccia mantenere le promesse fatte, malgrado la controparte in Svizzera si sia sempre dimostrata seria ed affidabile. Che sia una tendenza dell'Europa unita?
loreen 1 sett fa su tio
accidenti; ma è sempre colpa degli altri; la Svizzera non sbaglia mai ? Sono anni che ci viene richiesto di mettere i conti in ordine e di farla finita con fiduciarie farlocche che permetto a camorristi, ndranghetisti, mafiosi, oligarchi vari, di portare capitali nel nostro paese per ripulirli. Cosa che forse in pochi sanno; non è mai stata fatta! Se l'Italia punta i piedi fa benissimo, perché sanno perfettamente l'atteggiamento poco pulito che la Svizzera ha nel settore finanziario. La perdita di qualche impiego non è così drammatica se pensiamo che chi lavora in banca fa poco o nulla se non gestire il denaro degli altri e spesso senza le adeguate capacità. PayPal e Amazon Pay sono molto meglio a fare quello che non sanno più fare le banche. Che dire poi di avvocati che spesso in Ticino e Grigioni sono anche notai e che non sanno più fare la professione perché l'unico lavoro che svolgono è quello del notaio per far aprire ditte che hanno come unico obiettivo quello di evadere capitali..insomma prima di dare fiato alle trombe sarebbe meglio capire come funziona la finanza. Le banche elvetiche stanno a galla per la troppa protezione statale così come molte aziende private o pseudo tali. Non dimentichiamo che gli accordi bilaterali con l'Unione europea sono scaduti e nessuno li vuole ratificare. Quindi sarà ora più difficile fare qualsiasi operazione al di fuori dell'UE . Ma poi vogliamo parlare degli inutili accordi che uno Stato mignon al centro dell'UE continua a fare con il resto del mondo; dimenticandosi che anche la piccola Heidi land, è parte del territorio europeo e non fa parte della Cina o dell'India. Forse gli svizzeri che pretendono di rimarcare la nazionalità in ogni angolo del paese, dovrebbero iniziare a ragionare a corto raggio e iniziare a rendersi conto che l'UE non è così cattiva e che una volta aperti i confini nazionali non sarà così tragico operare, se non per chi fino ad oggi ha fatto affari loschi con tutti e soprattutto per quelli che sono diventati ricchi con denaro non loro e in arrivo proprio dai delinquenti di ogni angolo del globo
Mattiatr 1 sett fa su tio
@loreen Le mafie italiane sono un problema loro, visto che riciclano soldi anche (non solo) in Svizzera non vuol dire che sia colpa nostra (se caso di alcuni individui che come noi si sono fatti corrompere dai soldi e che ovviamente non si vogliono far beccare. Se l'Italia si assumesse le stesse responsabilità che l'opinione generale riversa sui soliti banchieri federali probabilmente starebbe pensando ad un piano per sradicare la mafia, ma come abbiamo già visto non sono interessati nemmeno a prendere in mano l'incarto. Sicuramente pure noi abbiamo le nostre responsabilità, questo è innegabile, che sia a livello politico che privato, però incolparci per i loro problemi non risolverà nulla. Nemmeno i fascisti con il loro famoso patrio rigore non hanno fatto nulla contro questi gruppi che da almeno due secoli fanno quello che vogliono. Saremo anche una nazione di corrotti, però la corruzione parte dall'Italia, e noi siamo il caprio espiratorio. Ciò non giustifica l'inattività e l'incompetenza del governo italiano.
CAML 1 sett fa su tio
In tutta franchezza credo davvero che sia l‘ennesima occasione per coprirci di ridicolo come ormai da anni accade. Dopo 6 anni si afferma di aver perso la pazienza, ma in qualità di addetto ai lavori io non perderei la pazienza con l‘Italia, l‘Europa o chiccchessia…. Io la pazienza la perdo con la classe dirigente e politica che ci ha portato a questa situazione ridicola. Un classe politica facile ai proclami (indipendentemente da quale versante del parlamento si occupi), ma autentici dilettanti allo sbaraglio che si siedono al tavolo delle trattative senza avere una strategia chiara, mandando a trattare incompetentementi dal blasonato curriculum incapaci di far valere le nostre esigenze. Ad ogni campagna elettorale lo slogan é sempre lo stesso „salvaguardare la nostra piazza finanziaria“ poi una volta eletti i risultati che portano non solo sono pari a zero, ma spesse volte, come in questo caso, si é confrontati ad una regressione. Rimango allibito quando rappresentanti di categoria e politici si manifestano sconcertati dalla situazione andata a crearsi quando sanno benissimo di essere loro la causa di tutto ciò. Il vero motore di questo sistema rimangono i piccoli gestori: capaci di reinventarsi e di dislocare elementi operativi in paesi UE per poi agire con tale veste nello sviluppo de mercati continentali in perfetta sintonia con le normative in vigore: se aspettiamo i big e la loro chimera che si chiama LPS (Libera Prestazione di Servizio) allora possiamo anche appendere la calcolatrice al chiodo e fare altro. La partita è persa perché la nostra squadra che scende in campo non ha elementi e caratteristiche per agire con la dovuta autorevolezza e, per dirla tutta, più che suscitare rabbia fanno tanta tanta tenerezza; quindi se non la posso vincere questa partita, se sono governato ancora da dilettanti che arrivano seriamente a pensare che si possa avere argomenti di contrattazione, tanto vale arrangiarsi e trovare soluzioni alternative.
Tato50 1 sett fa su tio
@CAML Ottimo il tuo resoconto; il problema è anche se cominciamo a trattare con un Governo come quello, ogni 6 mesi lo cambiano e ripartiamo dal fondo ;-)
cle72 1 sett fa su tio
Forse il vero problema è che tante banche o realtà finanziarie svizzere hanno chiuso in Ticino (vd. Piazza di Lugano) per tornare oltr'alpe o all'estero, dove le condizioni sono migliori. Il problema è la gestione interna, l attrattivita' economica, attaccarsi a questo è quantomeno negare la realtà Ticinese.
Dani 1 sett fa su tio
Sperare è legittimo ma crederci, ebbene, è tempo perso.... Mi sembra evidente, ci faranno il regalo per il 2030...
Princi 1 sett fa su tio
eh eh mi viene da ridere !!! con i politici che ci ritroviamo , cosa si vuol pretendere !? il giorno che la vaselina finisce , magari si svegliano
Monolite 1 sett fa su tio
Forse finalmente avete capito ? Meglio tardi che mai.
Gio58 1 sett fa su tio
"L'Italia ce lo deve". Per favore On. Cattaneo, non sia ridicolo! Per smuoverli, i politicanti italiani bisogna toccarli con misure che vanno a colpire i loro interessi. Non certo con i soliti tavoli di lavoro che non portano a niente. Le armi ci sarebbero ma guai ad usarle!
pag 1 sett fa su tio
@Gio58 Invece di fare sempre i piangina , iniziate a sistemare il marcio in casa vostra visto che da sempre siete solo dei sepolcri imbiancati. Ma per favore..
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Ultimo aggiornamento: 2021-09-20 02:47:44 | 91.208.130.89