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SVIZZERACaro ipoteche: «Costano più del doppio rispetto a un anno fa»

25.01.23 - 09:24
Secondo gli esperti di Moneyland, gli oneri di finanziamento saliranno ancora in questo 2023.
Deposit (archivio)
Fonte ats
Caro ipoteche: «Costano più del doppio rispetto a un anno fa»
Secondo gli esperti di Moneyland, gli oneri di finanziamento saliranno ancora in questo 2023.

ZURIGO - Chi acquista oggi una casa o un appartamento deve pagare per l'ipoteca oltre il doppio di un anno fa. E questo potrebbe essere solo l'inizio di un 2023 che vedrà gli oneri di finanziamento salire ulteriormente, affermano gli specialisti del servizio di confronti internet Moneyland, che seguono con un loro indice il mercato.

Il costo delle ipoteche fisse è sensibilmente aumentato: per la durata di 5 anni l'attuale tasso medio è del 2,54%, mentre il mutuo di 10 anni è al 2,76%. «In media un'ipoteca a tasso fisso di dieci anni costa il doppio rispetto all'inizio del 2022», spiega Benjamin Manz, direttore di Moneyland, citato in un comunicato odierno. Per il contratto a cinque anni gli oneri sono addirittura 2,5 volte più alti.

Tuttavia i tassi di riferimento non sono ancora tornati ai massimi del 2022, raggiunti nell'ottobre scorso: allora l'interesse richiesto era rispettivamente del 2,96% (5 anni) e del 3,35% (10 anni).

Per contrastare l'inflazione, l'anno scorso la Banca nazionale svizzera (BNS) ha rialzato bruscamente il suo tasso guida, alimentando così anche la crescita dei tassi ipotecari. La maggior parte degli operatori si aspetta che la BNS aumenti il tasso di riferimento (oggi all'1,0%) di altri 0,25-0,5 punti in marzo e al più tardi in giugno l'indicatore è visto all'1,5%.

Stando a Moneyland tuttavia questa stretta monetaria non deve necessariamente comportare un ulteriore rialzo dei tassi ipotecari: l'aumento all'1,5% entro la metà dell'anno è infatti probabilmente già tenuto in considerazione nei tassi per i mutui fissi.

Il grande interrogativo comunque è: le mosse della BNS saranno sufficienti per riportare l'inflazione sotto controllo? Il rincaro si è stabilizzato, ma in dicembre si è attestato al 2,8%, un valore ancora ben al di sopra dell'obiettivo della BNS di non superare il 2%. Fintanto che questo traguardo non sarà raggiunto ci si deve aspettare un ulteriore inasprimento della politica monetaria. «Nel 2023 prevedo che i tassi ipotecari rimangano elevati e che probabilmente aumentino ulteriormente», conclude Felix Oeschger, analista di Moneyland, a sua volta citato nella nota.

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