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Keystone
SVIZZERA / CINA
18.12.2020 - 11:590

Certificati d'origine del legname falsificati: Ikea abbandona un fornitore

I prodotti interessati sono Vilto, Förhöja, Bekväm, Norden, Fintrop e Norraker.

A far partire le indagini della Confederazione è stato un esposto del Fondo Bruno Manser, che si occupa di protezione della foresta tropicale.

SPREITENBACH (AG) / PECHINO - Ikea interrompe i rapporti con uno dei suoi fornitori dopo che un audit ha individuato documenti falsificati relativi all'origine del legno dei mobili da esso prodotti. Lo ha comunicato oggi la filiale svizzera del colosso svedese.

Nell'ambito di una valutazione, questo autunno gli specialisti Ikea della fornitura del legname e della silvicoltura hanno effettuato un'ispezione di routine presso un fornitore cinese scoprendo certificati di origine falsificati, indica la nota.

Il legno non verificabile utilizzato dal fornitore equivale allo 0,28% del consumo totale di legno di Ikea nell'esercizio 2020, precisa il comunicato. In Svizzera il fornitore in questione ha venduto circa 30'000 articoli. I prodotti interessati sono Vilto, Förhöja, Bekväm, Norden, Fintrop e Norraker.

«Oltre a non essere etico, il comportamento scorretto del fornitore costituisce una chiara violazione dei nostri requisiti e viola le basi del nostro modello di business e dei nostri valori», viene puntualizzato nella nota.

Lo scorso 31 agosto, il Fondo Bruno Manser, che si occupa di protezione della foresta tropicale, aveva denunciato Ikea davanti al Dipartimento federale dell'economia (DEFR). Quest'ultimo ha quindi ha avviato una procedura penale amministrativa contro l'azienda svedese per presunte false dichiarazioni sulla provenienza del legno.

In seguito alla denuncia, l'Ufficio federale del consumo aveva riscontrato carenze nella dichiarazione di diversi prodotti presso le filiali Ikea di Aubonne (VD), Lyssach (BE), Pratteln (BL), Spreitenbach (AG) e Vernier (GE).

Ikea Svizzera aveva respinto le accuse, sostenendo di non avere alcun interesse a nascondere informazioni.

A fine novembre, una petizione che aveva raccolto quasi 14mila firme ha chiesto maggiore trasparenza nella dichiarazione del legname. Era stata consegnata dal Fondo Bruno Manser alla sede svizzera del mobilificio Ikea a Spreitenbach (AG).
 
 

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