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Aerei Emirates in sosta al Dubai International Airport (immagine d'archivio)
EMIRATI ARABI UNITI
01.03.2020 - 11:230
Aggiornamento : 11:41

Emirates invita il personale a prendere ferie o congedi non pagati a causa del nuovo coronavirus

Anche le attività della principale compagnia aerea al mondo risultano pesantemente colpite dall'epidemia

Il vettore del Golfo non è l'unico a tirare i remi in barca. Gli epicentri della crisi sono Cina e Italia

DUBAI - Laddove Greta Thunberg e il movimento del “flight shame” (la "vergogna di volare") hanno fallito, potrebbe riuscire il nuovo coronavirus. Preceduto da una serie di compagnie aeree che hanno già adottato misure analoghe, ora anche il maggiore vettore al mondo per traffico internazionale, Emirates, ha iniziato a tirare i remi in barca in vista di un calo dei voli causato dalla paura del COVID-19. Il gruppo con sede a Dubai ha infatti invitato il personale a prendere ferie o congedi non pagati in attesa di sviluppi.

«Abbiamo notato un rallentamento misurabile degli affari su tutti i nostri marchi e un bisogno di flessibilità nel modo in cui lavoriamo», si legge in un’email inviata ai dipendenti e riportata da Bloomberg. Nel testo, la compagnia propone quindi ai collaboratori di considerare di andare in vacanza proprio in questo periodo o valutare di prendersi del tempo per sé non retribuito.

A incidere sulle operazioni di Emirates è il blocco della maggior parte dei voli verso la Cina, epicentro del contagio con quasi 80mila persone infettate, e verso l’Iran, dove il numero dei contagi ha superato le 590 unità. Per volontà di Riad, il vettore ha inoltre cancellato i voli diretti in Arabia Saudita provenienti da alcuni dei Paesi maggiormente colpiti dall’epidemia di coronavirus, tra i quali figurano la Corea del Sud (oltre 3’500 contagi) e l’Italia (il Paese europeo più toccato con più di 1’100). 

Come riporta la BBC, anche British Airways prevede una contrazione dei voli per il 2020. A determinarla, oltre alla cancellazione dei voli da e per la Cina, è un «significativo calo della domanda in Italia».

EasyJet, che ha una delle sue principali basi europee a Malpensa, annunciava già venerdì l’annullamento di alcuni voli da e per l’Italia. Previsto inoltre il taglio dei costi dell'amministrazione, il congelamento delle assunzioni e la possibilità per il personale di ottenere congedi non pagati.

A sospendere parte dei voli da e per l’Italia almeno fino al 14 marzo e oltre sono, tra gli altri, anche American Airlines, l’israeliana El Al, Eurowings e Royal Jordanian. Anche Swiss ha ridotto i collegamenti verso l'Italia (leggi qui). La cancellazione dei voli si accompagna in alcuni casi a significative flessioni dei titoli in borsa dei vettori.

Tieniti aggiornato sull'evoluzione del contagio nel mondo a questo link.  

Commenti
 
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ugobos 1 anno fa su tio
un po di vacanze per schiarirsi le idee
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