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STATI UNITIIl sabato surreale di Trump: la campagna si conclude in un cortile

08.11.20 - 10:31
L'incontro si è tenuto in una location insolita nei sobborghi di Philadelphia. Forse un errore di prenotazione?
keystone-sda.ch / STF (John Minchillo)
Il sabato surreale di Trump: la campagna si conclude in un cortile
L'incontro si è tenuto in una location insolita nei sobborghi di Philadelphia. Forse un errore di prenotazione?

PHILADELPHIA - Iniziato male e finito anche peggio, tra sconfitta e umiliazione. Il sabato nero di Donald Trump resterà a lungo nella memoria del 45esimo presidente degli Stati Uniti, la cui campagna elettorale ha avuto ieri un epilogo quasi surreale.

Trump, che nelle ultime ore ha ribadito di «aver vinto» le elezioni con «71 milioni di voti legali», ha annunciato ieri una «grande conferenza stampa» presso il "Four Seasons" di Philadelphia. Poco dopo però, il presidente ha rettificato il cinguettio, precisando che l'incontro si sarebbe tenuto al "Four Seasons Total Landscaping" e non quindi presso il lussuoso hotel.

Un errore di prenotazione? Forse. E la catena di alberghi si è affrettata - anch'essa in un tweet - a far sapere ai giornalisti che non avrebbero ospitato alcun incontro. «Nessun collegamento con l'hotel». Fatto sta che Rudy Giuliani e il resto del team legale di Trump si sono ritrovati a parlare con la stampa nel cortile di un centro di giardinaggio, situato fra una libreria per adulti e un centro funerario, nei sobborghi di Philadelphia.

Una location decisamente insolita, che ha inevitabilmente scatenato l'ilarità della rete. Ma non solo. Anche alcuni dei giornalisti presenti hanno voluto sottolineare quanto il momento fosse «surreale» e «grottesco», complici anche la presenza di un sostenitore del presidente in mutande e le deboli argomentazioni degli avvocati in merito alla presunta frode elettorale.

Mentre Giuliani sta parlando, qualcuno gli fa notare che le reti televisive hanno appena annunciato la vittoria di Joe Biden. E la reazione dell'ex sindaco di New York regala la cornice definitiva del momento: «Chi l'ha detto? Oh mio dio, tutte le reti televisive! Wow! Tutte le reti televisive. Dimentichiamoci pure della legge, i giudici non contano più. Non siate ridicoli. I network non possono decidere le elezioni, sono i tribunali a poterlo fare».

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