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FRANCIA
03.06.2019 - 16:420

Rivolta nella fabbrica della Nutella: «Aumentateci lo stipendio»

A Villers-Ecalles si producono 600mila barattoli al giorno di crema alle nocciole, 1/4 della produzione mondiale

VILLERS-ECALLES - Rivolta nella fabbrica di Nutella. I lavoratori dello stabilimento Ferrero di Villers-Ecalles, il primo sito al mondo per la fabbricazione della celebre crema spalmabile alle nocciole di cui i francesi sono tra i primi consumatori su scala globale, nel dipartimento francese di Seine-Maritime, è bloccato da circa una settimana da un gruppo di lavoratori che invoca un aumento in busta paga.

La fabbrica Ferrero di Villers-Ecalles, 145 km a nord-ovest di Parigi, produce 600.000 barattoli di Nutella al giorno, equivalente a un quarto della produzione mondiale.

Citato dalla stampa francese, Fabrice Canchel, del sindacato Force Ouvrière, precisa che «160 dipendenti hanno iniziato a scioperare nella notte tra lunedì e martedì. Da quel giorno nessun camion entra od esce dal sito». Il sindacalista ha precisato che «la produzione di Kinder Bueno è ferma da martedì. Sulle quattro linee dedicate alla produzione di Nutella, solo una funziona ancora, per il 20% delle sue capacità». Il sindacalista ha poi aggiunto che «le materie prime cominciano a scarseggiare».

Lo stabilimento di Seine-Maritime, non lontano da Rouen, occupa 400 lavoratori con contratto a tempo indeterminato. Denunciando il «degradarsi delle condizioni di lavoro», Chancel spiega che i dipendenti in sciopero chiedono «nel quadro dei negoziati annuali obbligatori, un innalzamento generale annuale degli stipendi del 4,5%, come anche l'attribuzione di un bonus Macron di 900 euro».

«Per ora, la direzione propone solo un aumento dello 0,4%»,deplora Sandra Hauchard, sindacalista di CFTC. In una nota interna, la direzione di Ferrero France ha fatto sapere che «il blocco d'accesso al sito è totalmente illegale». «Compito della direzione dello stabilimento - si prosegue nella nota - è proteggere i lavoratori non scioperanti della fabbrica che sono maggioritari e auspicano continuare a garantire il loro lavoro in buone condizioni».
 
 

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