Al via il processo ai genitori della "casa degli orrori"

Tre bambini erano stati rinchiusi per quasi quattro anni in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie, non scolarizzati e senza rapporti con l'esterno.
Tre bambini erano stati rinchiusi per quasi quattro anni in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie, non scolarizzati e senza rapporti con l'esterno.
MADRID - È iniziato oggi a Oviedo, nelle Asturie, nel nord-ovest della Spagna, il processo ai genitori di tre bambini - due gemelli di otto anni e un altro di dieci - rinchiusi per quasi quattro anni nella cosidetta "casa degli orrori", come è stata ribattezzata dai media iberici, in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie, non scolarizzati e senza permettere loro di avere rapporti con l'esterno.
L'udienza si svolge all'Audiencia provinciale a porte chiuse "per la gravità dei fatti giudicati" e per "la tutela dei minori", secondo la Corte, che ha tuttavia ammesso rappresentanti del consolato statunitense per la madre, che ha doppia nazionalità spagnola e americana.
La procura chiede pene superiori ai 25 anni di carcere per ciascun genitore, accusato di violenza psicologica, detenzione illegale e abbandono familiare, oltre a risarcimenti per danni di 15'000 euro per minore.
Secondo la pubblica accusa i bambini erano tenuti in isolamento, "negando loro il contatto con altre persone, sia fisicamente che con ogni altri mezzo di comunicazione", privati dei loro bisogni educativi, sanitari, emotivi e sociali.
I bambini non sono mai andati a scuola in Spagna, per cui, al momento dell'intervento della polizia e dei servizi sociali per la loro liberazione, dopo una denuncia di vicini, non sapevano né leggere né scrivere, né erano mai stati visitati da un pediatra.
Il difensore della madre, Javier Muñoz Pereira, e la legale del padre, Elena González, hanno respinto le accuse. "Qui non c'è alcuna casa degli orrori. E' stato un isolamento volontario di una famiglia che si è presa cura dei figli in modo forse eterodosso, ma non criminale", ha dichiarato Muñoz prima dell'inizio del processo.




