Cerca e trova immobili

ITALIAL'ex boss Vallanzasca può avere permessi premio per uscire

20.06.24 - 12:51
Lo hanno stabilito i giudici di Milano. «I permessi sono per lui una terapia, per mettere in moto cervello e parola».
Imago
Fonte ats ans
L'ex boss Vallanzasca può avere permessi premio per uscire
Lo hanno stabilito i giudici di Milano. «I permessi sono per lui una terapia, per mettere in moto cervello e parola».

MILANO - Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto il reclamo della difesa dell'ex boss della mala milanese Renato Vallanzasca, coi legali Limentani e Muzzi, e, dunque, ha concesso al 74enne di avere ancora i permessi premio per uscire, durante il giorno, dal carcere. In passato frequentava almeno una volta a settimana una comunità terapeutica.

Ieri l'ex capo della banda della Comasina, detenuto da oltre 50 anni, era presente in udienza davanti ai giudici della Sorveglianza (togati Di Rosa e Caffarena). A marzo gli erano stati revocati i permessi premio - già bloccati in passato e poi concessi di nuovo - per frequentare una comunità terapeutica. Il giudice nel provvedimento di revoca aveva fatto presente che le sue condizioni fisiche e psichiche erano tali che quella comunità non gli può più garantire l'assistenza necessaria, ma per i suoi difensori, invece, quel luogo gli è utile per alleviare il suo decadimento cognitivo. La difesa, dunque, aveva presentato reclamo.

Quei permessi, hanno chiarito i legali Corrado Limentani e Paolo Muzzi, «sono per lui una terapia, per mettere in moto cervello e parola». E sarebbero anche funzionali, secondo i legali, per fargli mettere piede in una struttura di cura, dove poi potrebbe essere trasferito definitivamente. La difesa, infatti, presenterà anche un'istanza di differimento pena, con detenzione domiciliare in un luogo di cura. Una prima richiesta fu respinta nel maggio 2023.

Per l'equipe di medici del carcere milanese di Bollate, dove è detenuto con «fine pena mai» l'ex protagonista della mala milanese degli anni '70 e '80, l'ambiente «carcerario», si legge in una relazione, è «carente nel fornire» le cure e gli «stimoli cognitivi» di cui Vallanzasca ha bisogno e per questo andrebbe trasferito in un «ambito residenziale protetto», in un «luogo di cura esterno», data la sua «patologia».

Il sostituto procuratore generale Rossana Penna ieri nell'udienza a porte chiuse aveva chiesto alla Sorveglianza di rigettare il reclamo, indicando alla difesa semmai di presentare una nuova istanza per i permessi.

Sostieni anche tu la Vallemaggia e la Mesolcina.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
NOTIZIE PIÙ LETTE