In aula per l'assalto a Capitol, Trump si dichiara «non colpevole»

Quattro i capi d'accusa per i quali è imputato. Dopo le condizioni per il rilascio è stata fissata la data dell'udienza: il 28 di agosto
WASHINGTON - A bordo di un'auto blindata, per la terza volta in pochi mesi Donald Trump è arrivato in un tribunale per ascoltare le accuse a suo carico. Per la terza volta, un ex presidente degli Stati Uniti sarà in stato d'arresto, almeno per un'ora.
A Washington però è un'altra storia rispetto a New York e Miami: il tycoon è incriminato per l'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, una delle pagine più buie della storia americana avvenuta proprio a pochi metri dalla corte federale nella quale si presenta Trump, la stessa in cui hanno sfilato centinaia di rivoltosi.
Tutta l'area è stata transennata dalle forze dell'ordine e le strade principali sono state sbarrate con enormi spazzaneve, una misura già adottata durante le celebrazioni per la festa dell'indipendenza, il 4 luglio, per evitare attacchi terroristici con auto o camion.
La colpa a Biden - «Non è colpa mia se il mio avversario politico nel partito democratico, il «corrotto» Joe Biden, ha detto al suo procuratore generale di accusare il principale (di gran lunga!) candidato repubblicano ed ex presidente degli Stati Uniti di tutti i crimini possibili così da costringerlo a spendere tutti i soldi per la difesa», ha attaccato il tycoon sul suo social media Truth ribadendo che le incriminazioni contro di lui sono «una strumentalizzazione della giustizia senza precedenti» e aggiungendo che «gliene basta un'altra per assicurarsi la vittoria al 2024».
Un altro degli argomenti difensivi dell'ex presidente, è che un processo a Washington, una città profondamente democratica e anti-trumpiana, non sarebbe equo. Oltre, naturalmente, a negare davanti alla giudice Tanya Chutkan le accuse di aver cavalcato «bugie» per restare al potere e di aver «incoraggiato» la rivolta in collaborazione con sei «co-cospiratori» che non sono stati nominati in quanto non ufficialmente incriminati ma che quasi sicuramente sono i suoi ex avvocati Rudy Giuliani, John Eastman, Sidney Powell, l'ex funzionario del dipartimento di Giustizia Jeffrey Clark e un altro avvocato Kenneth Chesebro, più un sesto non identificato.
Quattro capi d'accusa - Nello specifico sono quattro i capi d'accusa letti dalla magistrata Upadhyaya per i quali Trump è imputato: cospirazione per frodare gli Stati Uniti (pena massima 5 anni), ostruzione di un procedimento e cospirazione (fino a 20 anni) e cospirazione contro i diritti (fino a 10 anni).
Per tutti e quattro Trump si è dichiarato «non colpevole». Dopo la lettura delle condizioni di rilascio, che non dovessero essere rispettate comporterebbero il suo arresto, è stata fissata la data dell’udienza: il 28 agosto.
Elettorato dalla sua parte - Secondo l'ultimo sondaggio della Cnn, comunque, l'elettorato del Grand old party è ancora dalla parte di Trump. Ben il 69% dei repubblicani o simpatizzanti ritiene che la vittoria di Biden fosse illegittima, un dato in aumento rispetto al 63% dell'inizio dell'anno. Non solo, di questi il 39% ritiene che ci siano prove concrete che le elezioni siano state truccate, mentre il 30% ha soltanto il «sospetto».
Fondi per la campagna - In attesa della quarta incriminazione in Georgia entro settembre, più che il carcere o la perdita della nomination repubblicana, il problema più urgente di Trump sono i fondi per la campagna 2024 dopo che ha speso già 40 milioni di dollari per difendersi. Una questione che, per altre ragioni, tocca anche Biden che infatti ha deciso di rafforzare la sua squadra per la raccolta delle donazioni.
Il presidente ha assunto tre top manager del Comitato nazionale democratico - Colleen Coffey, Michael Pratt e Jessica Porter - per dare un impulso economico alla campagna. "Colleen, Jessica e Michael sono già stati preziosi fino ad oggi e saranno fondamentali per mettere in atto un'operazione di raccolta fondi storica e senza precedenti", ha commentato la responsabile Julie Chavez Rodriguez. Da qualche giorno Biden si è ritirato nella sua casa al mare a Rehoboth Beach con la First Lady Jill.
Tra passeggiate in bicicletta e visite in chiesa, il presidente vuole mantenere un profilo basso e provare, per quanto possibile, a tenersi alla larga da Washington e dai guai giudiziari del suo avversario.



