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RUSSIA

All'università armato fino ai denti, e fa una strage

Un giovane sparatore ha seminato morte e panico nel campus di Perm, negli Urali.
All'università armato fino ai denti, e fa una strage
All'università armato fino ai denti, e fa una strage
Imago/SNA/Twitter
All'università armato fino ai denti, e fa una strage
Un giovane sparatore ha seminato morte e panico nel campus di Perm, negli Urali.
Il bilancio è di almeno 6 morti e 6 feriti, ma potrebbero essere anche di più. Gli studenti in fuga dalle finestre.
MOSCA - Vestito di nero, con un elmetto del Reich calato sulla testa e un passamontagna a coprirgli il volto. Ha iniziato così, armato di un fucile a pompa e diverse munizioni, un assalto all'università nella cittadina di Perm, negli Ur...

MOSCA - Vestito di nero, con un elmetto del Reich calato sulla testa e un passamontagna a coprirgli il volto.

Ha iniziato così, armato di un fucile a pompa e diverse munizioni, un assalto all'università nella cittadina di Perm, negli Urali.

Poco si sa, per ora, dell'attentatore anche se sul web iniziano già a girare alcune sue foto e un identikit parziale. Fonti non confermate sostengono sia un 18enne con tendenze estremiste.

Dopo i primi spari è scattato il fuggi fuggi generale, con diversi studenti calatisi anche dalle finestre, immortalati in video poi condivisi sui social network. A dare l'allarme via Twitter anche lo stesso ateneo che ha invitato studenti e docenti a barricarsi nelle aule.

La gravità della situazione non è ancora del tutto chiara, si parla di almeno 6 morti e 6 feriti, secondo le autorità russe. Stando a fonti interne agli ospedali, invece, le vittime sarebbero almeno 10.

L'assalitore si sarebbe prima barricato in uno degli edifici e poi sarebbe stato neutralizzato dalla polizia. Secondo la Russian Information Agency Novosti ora si trova in ospedale ed è vivo.

Triste prerogativa degli States, le sparatorie negli istituti scolastici stanno purtroppo diventando la norma anche in Russia con diversi casi negli ultimi mesi come quello del liceo di Kazan, dello scorso maggio.

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