Se gli Stati Uniti non sono poi così male

Il NYT mette in evidenza il recente cambio di toni nelle dichiarazioni dei vertici di Mosca nei confronti degli Usa.
Il NYT mette in evidenza il recente cambio di toni nelle dichiarazioni dei vertici di Mosca nei confronti degli Usa.
MOSCA/NEW YORK - Gli Stati Uniti? Non sono poi così male. Questo in estrema sintesi il vertiginoso cambio di pensiero. Quello di Mosca nei confronti di Washinghton che, come ha raccontato domenica Sergey Lavrov alla televisione di stato russa, non è più “mente malvagia” ma “innocente spettatore” dell’attuale instabilità.
Il ministro degli Esteri ha poi al contrario elencato i mali («colonie, crociate, guerra di Crimea, Napoleone, Prima Guerra Mondiale, Hitler») di cui, a suo dire, l’Europa è responsabile. Un cambio di rotta che arriva dopo la ripresa dei contatti telefonici tra Trump e Putin, così come i colloqui tra la Casa Bianca e il Cremlino in Arabia Saudita, fino al recente scontro del Presidente Usa con Zelensky nello Studio Ovale la scorsa settimana.
Lo stesso Putin, venerdì incontrando la sua agenzia di intelligence, ha detto che il dialogo con gli Usa «ispira certe speranze». E su questo avvicinamento tra le due superpotenze non poteva certo mancare anche il parere del portavoce Dmitri S. Peskov: la nuova politica estera Usa «coincide con la nostra visione in molti modi».
Inutile dire che i media russi hanno cavalcato il nuovo giudizio sugli States, tanto che Aleksei Zhuravlyov – come ricostruisce il New York Times –, politico da sempre ostile agli americani, in tv ha parlato di nuova «amicizia con l’America», per «governare il mondo».





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