Cerca e trova immobili
GUERRA IN UCRAINA

Ecco come la guerra ha cambiato il mondo

L'invasione dell'Ucraina di un anno fa sarà ricordata come un punto di svolta nei libri di storia? Lo abbiamo chiesto a un esperto.
Ecco come la guerra ha cambiato il mondo
keystone-sda.ch / STF (Evan Vucci)
Ecco come la guerra ha cambiato il mondo
L'invasione dell'Ucraina di un anno fa sarà ricordata come un punto di svolta nei libri di storia? Lo abbiamo chiesto a un esperto.
KIEV - Erano le cinque di mattina del 24 febbraio 2022 quando i carri armati russi entrarono in Ucraina dando il via alla cosiddetta "Operazione speciale", voluta da Mosca per «denazificare» il Paese limitrofo e «proteggere i propri...

KIEV - Erano le cinque di mattina del 24 febbraio 2022 quando i carri armati russi entrarono in Ucraina dando il via alla cosiddetta "Operazione speciale", voluta da Mosca per «denazificare» il Paese limitrofo e «proteggere i propri compatrioti oppressi» - secondo la retorica del Cremlino - dal regime di Kiev. Da allora la guerra è entrata nella vita di tutti. E un anno dopo ha già cambiato il mondo. Ma in che modo? 20 Minuten lo ha chiesto a Ulrich Schmid, professore di cultura e società russa all’Università di San Gallo ed esperto di Europa orientale.

Dal punto di vista ucraino:

«Arrendersi non è mai stata un'opzione»

«L'Ucraina sapeva sin dal 2014 delle mire russe e del rischio di subire un'aggressione. Un anno dopo, la produzione economica del Paese è crollata della metà, decine di migliaia di persone sono rimaste ferite o uccise e in milioni sono state costrette a fuggire. Ma l'Ucraina e il suo presidente Zelensky non hanno mai mollato. Per lui e il suo staff arrendersi non è un'opzione e questa resilienza ha fatto loro guadagnare un potere politico interno quasi illimitato».

Dal punto di vista russo

«L'Ucraina è solo un pezzo del puzzle»

Per l'esperto, l'Ucraina è solo il primo passo. «Putin sogna da sempre la creazione di un Grande Impero Russo», sottolinea Schmid ricordando come si sia preso la Bielorussia nel 2020 «senza sparare un colpo» (riferimento alle elezioni presidenziali farsa di quell'anno, ndr) e ora punti a un colpo di Stato in Moldavia. Lo Zar ha installato un regime di occupazione nel suo Paese e ora vuole estendere il suo potere allo spazio post-sovietico». L'esercito russo in Ucraina ha però dovuto fare i conti con la realtà.  «Le forze militari del Cremlino - precisa l'esperto - non sono neppure lontanamente preparate in termini di capacità strategica, risorse e morale».

Dal punto di vista svizzero

«L'adozione delle sanzioni è stata storica»

«Il più grande cambiamento politico svizzero è stato l'adozione delle sanzioni. La Svizzera - ricorda Schmid - non aveva sostenuto le sanzioni occidentali contro la Russia dopo la presa della Crimea nel 2014. Il fatto che il Consiglio federale si sia unito alle sanzioni dell'UE pochi giorni dopo l'attacco all'Ucraina è stato un passo enorme». E ora anche il divieto di trasferimento di materiale bellico vacilla. «Il confronto con la propria politica di neutralità è centrale». 

Dal punto di vista europeo

L'Ue si è compattata e unita».

Per Schmid l'UE è diventata più unita dopo lo scoppio della guerra. «È stato trovato molto rapidamente un consenso sul fatto di sostenere l'Ucraina sia militarmente, sia finanziariamente, che politicamente. L'unica eccezione è l'Ungheria, che non fornisce materiale bellico». In seno al Consiglio d'Europa, afferma, il ritiro della Russia ha suscitato un certo scalpore: «Poiché la Convenzione sui diritti umani non si applica più in Russia, di fatto non c'è più alcuna protezione dei diritti umani per la popolazione. Ma già prima - precisa il professore - era stata approvata una legge che poneva il diritto russo al di sopra di quello internazionale».

Dal punto di vista americano e cinese

«La Cina è diventata l'attore più importante nell'ordine mondiale».

Secondo Schmid, la Cina si sta profilando come l'attore più importante dell'ordine mondiale, annunciando anche un suo piano di pace. «A differenza della Russia, la Cina sta espandendo il suo potere con una strategia economica». Da parte loro, gli Stati Uniti hanno beneficiato della fine della dipendenza dell'Europa dal gas russo. «Ma pur rimanendo la potenza militare più forte del mondo - conclude Schmid - non vogliono più giocare a fare i gendarmi del mondo».

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE