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CINADormire al lavoro, per non fermare la produzione

07.04.22 - 06:00
Diversi collaboratori di alcune aziende tedesche attive a Shanghai stanno praticamente vivendo sul posto di lavoro
AFP
CINA
07.04.22 - 06:00
Dormire al lavoro, per non fermare la produzione
Diversi collaboratori di alcune aziende tedesche attive a Shanghai stanno praticamente vivendo sul posto di lavoro
Lo ha rivelato un'indagine della FAZ, a cui Bosch ha spiegato: «Sono pernottamenti su base volontaria, ricevono pasti caldi e altri beni di prima necessità».

SHANGHAI - Dormire sul posto di lavoro, per non rischiare di rallentare la produzione della propria azienda.

È un'eventualità che sembrerebbe essere diventata una realtà, per alcune aziende tedesche attive in Cina, in particolare a Shanghai, in cui è in vigore un rigidissimo lockdown per contrastare la diffusione di Omicron. È quanto emerge da un rapporto della Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), secondo cui i dipendenti di alcune imprese tedesche, tra cui Bosch, Mahle o Voith «stanno attualmente dormendo sul posto di lavoro per mantenere la produzione». 

Il produttore di componenti per vetture Bosch ha detto alla FAZ che attualmente «circa un terzo dei suoi 3'000 dipendenti lavora a Shanghai» e che «i pernottamenti nei due stabilimenti Bosch» sono «su base volontaria», con i dipendenti che ricevono «fino a quattro pasti caldi al giorno» in mensa e anche altre «necessità quotidiane». Un commento simile è stato fornito dall'azienda Mahle, attiva nello stesso settore.

Una città sotto pressione
Sono numerose le aziende tedesche attive a Shanghai, il polo finanziario più importante della Cina. Solo Bosch, ad esempio, impiega 6'000 persone. Mahle 2'600, Voith (impresa attiva nel settore metalmeccanico, 800 persone. Anche la produttrice ZF ha all'incirca 15'000 dipendenti nel paese asiatico, molti dei quali a Shanghai.

La città di 26 milioni di abitanti, lo ricordiamo, è finita in lockdown in seguito all'ultima ondata di coronavirus. Oggi è stato registrato un record dei contagi Covid nel Dragone: 20'472 positivi oggi (di cui però 19'089 casi asintomatici), più dell'80% riportati a Shanghai. I casi non sono mai stati così alti, con la politica"zero-Covid" (rigidi lockdown, test di massa, isolamenti e quarantene obbligatori) che è stata messa sotto pressione dall'alta trasmissibilità della variante Omicron. Le autorità, per far fronte alla situazione d'emergenza, stanno allestendo oltre 70'000 posti letto in ospedali da campo, temporanei.

Fuga da Shanghai
Sui social i cittadini si stanno lamentando con decisione contro le regole sulla quarantena, che hanno ad esempio diviso figli e genitori, senza eccezioni. Come conseguenza a livello economico, invece, molte aziende (impossibilitate a fare telelavoro) hanno dovuto fermarsi. Ad esempio Tesla, che ha annunciato come «le restrizioni Covid» rendano «impossibile» la «ripresa delle attività».

Tra gli stranieri al lavoro a Shanghai non sono pochi poi coloro che, vista la situazione sempre più difficile, hanno optato per lasciare la Cina il prima possibile. Un'opzione che si è però rivelata parecchio complicata, con i voli civili che sono sempre meno. Per questo, molti cittadini francesi e tedeschi hanno scritto alle loro ambasciate, per chiedere di organizzare un'evacuazione degli stranieri dalla città. 

Inoltre, come spiegato in un'analisi del Guardian, quanto sta accadendo in Cina oltre a rallentare fortemente l'economia del Dragone potrebbe avere nuovamente un impatto importante sulle catene di approvvigionamento globali, che si trovano già in una situazione molto tesa. 

COMMENTI
 
volabas56 2 mesi fa su tio
Cines del menga
ceresade36@gmail.com 2 mesi fa su tio
Che tristeza seamo solo 1 numero e vasta 😡☠
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