Reuters
AFRICA
25.11.2021 - 18:060

Pochi e poco vaccinati, gli operatori sanitari in Africa

Solo il 27% ha completato la vaccinazione anti-Covid. In alcuni Paesi del continente sono a rischio i servizi essenziali

L'Oms: «Senza medici, infermieri e tutti gli altri operatori impegnati in prima linea completamente protetti rischiamo un duro contraccolpo negli sforzi che stiamo impiegando per contenere la malattia».

BRAZZAVILLE - La penuria di vaccini contro il Covid-19 nel continente africano è un problema che si ripercuote anche sulla lotta in prima linea contro la pandemia. Sono infatti solo una minoranza gli operatori sanitari, impegnati "in trincea", vaccinati finora.

Stiamo parlando, sulla base di un'analisi preliminare pubblicata dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), del 27%. «La maggioranza degli operatori sanitari in Africa non hanno ancora a loro disposizione alcun vaccino e restano così esposti al rischio di una grave infezione dovuta al Covid-19. Senza medici, infermieri e tutti gli altri operatori impegnati in prima linea completamente protetti rischiamo un duro contraccolpo negli sforzi che stiamo impiegando per contenere la malattia».

A dare voce a questo nuovo appello è stata di nuovo la direttrice regionale dell'Oms per l'Africa, Matshidiso Moeti, che ha messo in guardia da «un nuovo e imminente aumento di casi» nel continente, conseguenza delle festività di fine anno. Ed è per questo motivo «che i Paesi devono, con urgenza, accelerare la distribuzione» delle dosi di siero a tutti gli operatori sanitari.

Qualche cifra aiuta a inquadrare in modo più chiaro la portata del problema. Dal mese di marzo del 2020, quindi agli inizi della pandemia, in Africa ci sono stati oltre 150mila casi tra i professionisti del settore sanitario, pari a circa il 2.5% dei casi totali. Questi 150mila corrispondono a loro volta al 2.6% dell'intera forza lavoro sanitaria a livello africano. Il quadro però presenta importanti differenze a livello delle singole regioni. Il 70% delle infezioni tra medici e operatori può essere infatti ricondotta a soli cinque Paesi: Algeria, Ghana, Kenya, Sudafrica e Zimbabwe.

L'eventualità di un contagio, o ancora peggio di un focolaio, tra gli operatori del settore sanitario, avrebbe inoltre un duplice effetto negativo. Oltre agli ovvi rischi che la malattia comporta, questo andrebbe anche a impattare sulla gestione della salute pubblica per via della ridotta disponibilità di personalità nella maggioranza dei Paesi. Quasi nessuno di questi dispone infatti del numero minimo di persone impiegate nel sanitario necessarie a garantire i servizi essenziali. E in sedici Paesi non si arriva neanche a un operatore ogni mille abitanti.

Moeti: «Sconfiggere anche la diffidenza»
Con una popolazione che sfonda la soglia di 1,2 miliardi di persone, in Africa a oggi sono state distribuite più di 227 milioni di dosi di vaccino. Di queste, agli operatori sanitari ne sono state destinate 3.9 milioni. La disponibilità dei sieri non è però il solo ostacolo. «Il vaccino per il Covid - ha sottolineato Moeti - è una delle imprese scientifiche più straordinarie dell'umanità. In Africa stiamo superando i problemi di approvvigionamento. Adesso è ora di vincere anche la diffidenza contro il vaccino».

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