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17.11.2021 - 16:010
Aggiornamento : 17:38

L'inquinamento ha un ruolo nella risposta al Covid: rende i sintomi più gravi

Uno studio del Barcelona Institute of Global Health mette il punto sulla correlazione tra salute ambientale e umana

BARCELLONA - L'inquinamento aumenta il rischio di sviluppare sintomi anche gravi in caso di Covid, oltre che di finire ricoverati o in terapia intensiva. Contrariamente a quanto riportato in studi precedenti, lo smog non favorisce l'infezione, ma rende più probabile un decorso grave della malattia.

È quanto emerge da uno studio condotto presso il Barcelona Institute of Global Health (ISGlobal) e pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives. Diversi studi hanno dimostrato un collegamento tra inquinamento dell'aria e Covid, ma nessuno finora il modo in cui lo smog favorisce la malattia, se aumentando i contagi o aumentando i sintomi e la gravità di essi.

Gli esperti hanno considerato 9'605 adulti, la maggior parte dei partecipanti avevano tra i 40 e i 65 anni. Di questi, 481 erano positivi al Covid. Per 4'000 dei partecipanti gli esperti hanno eseguito prelievi di sangue alla ricerca di anticorpi specifici contro il virus. È emerso che a una maggiore esposizione a ossido di azoto e polveri sottili (particolato fine PM2.5) corrispondono maggiori concentrazioni di anticorpi (un indicatore di elevata carica virale e di sintomi più forti dell'infezione).

In tutti i casi è stata trovata un'associazione tra alti livelli d'inquinanti e malattia (presenza di sintomi), in particolare per i casi più gravi che finiscono in ospedale e terapia intensiva. L'associazione con il particolato fine e malattia è risultata particolarmente forte per i maschi over-60 e per coloro che vivono in aree disagiate dal punto di vista socioeconomico. Inoltre nei casi risultati gravi è stata rilevata una concentrazione maggiore di persone obese.

«Il nostro studio fornisce la più forte evidenza a livello globale dell'associazione tra inquinamento atmosferico e Covid19», spiega l'autore del lavoro Manolis Kogevinas. «Questi risultati sono in linea con l'associazione tra inquinamento dell'aria e ospedalizzazione descritta per altre malattie infettive come influenza o polmonite».

Nella discussione dello studio i ricercatori scrivono: «L'esposizione a lungo termine all'inquinamento atmosferico è stata collegata al diabete incidente, così come a malattie cardiovascolari, respiratorie croniche e neuro-degenerative. A causa dei limiti delle dimensioni del campione analizzato, non siamo stati in grado di quantificare il ruolo di mediazione di queste condizioni nella relazione inquinamento atmosferico-malattia COVID-19. Questa dovrebbe essere una priorità negli studi futuri con campioni di dimensioni maggiori».

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