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FRANCIALe prime testimonianze strazianti dei sopravvissuti al Bataclan

06.10.21 - 23:20
Sono iniziate le deposizioni dei superstiti degli attacchi terroristici del novembre del 2015 a Parigi
AFP
Le prime testimonianze strazianti dei sopravvissuti al Bataclan
Sono iniziate le deposizioni dei superstiti degli attacchi terroristici del novembre del 2015 a Parigi
Irmine, una delle prime a parlare, ha raccontato con emozione quanto avvenuto in quegli attimi, ricordando l'amico che le ha salvato la vita

PARIGI - Si chiama Irmine, ha 55 anni, ed è ancora viva solo grazie al suo amico Fabian, che le ha fatto da scudo nel teatro Bataclan quando i terroristi islamici hanno aperto il fuoco sui presenti, in un attacco dai più cruenti della storia francese dalla seconda guerra mondiale.

Era il 13 novembre 2015, ma ancora oggi, sei anni dopo, il ricordo di Irmine di quei momenti da incubo è più vivido che mai. Per lei, come per tutti gli altri sopravvissuti, che a partire da oggi racconteranno quanto accaduto quella sera davanti a un giudice, a Parigi, come riporta l'agenzia di stampa Reuters.

Fabian, morto sul colpo, è una delle 130 vittime di quegli attacchi, mentre Irmine, colpita anche lei da un proiettile, ha raccontato con emozione straziante quanto accaduto in quegli attimi, e come è riuscita a sopravvivere. «Ero ferita e ho cercato di fermare l’emorragia di Fabian, ma senza riuscirci, c'era sangue ovunque, ho cercato di tirare su il suo corpo una, due volte, ma senza riuscirci. Non volevo andarmene senza di lui, ma poi ho pensato ai miei figli, a mio marito, che avessero bisogno di me, e sentendo qualcuno vicino dire "stanno ricaricando le armi, andatevene, è ora di uscire", sono scattata verso l'uscita».

L'interrogatorio degli accusati, la maggior parte dei quali affronta l'ergastolo, inizierà a novembre. Il 32enne Salah Abdeslam è l'unico sopravvissuto della cellula dell'Isis che ha eseguito gli attacchi. In precedenza, ha dichiarato al giudice di essere un soldato dello Stato Islamico, e di aver agito «per far passare alla Francia lo stesso dolore che noi patiamo». Gli altri imputati sono accusati di crimini diversi, per aver fornito aiuto agli aggressori, pianificato gli attacchi, o procurato loro armi o veicoli.

Guardando gli accusati, Irmine si è solo chiesta: «Non so cosa possa passare per la testa degli assassini... le persone a cui hanno sparato erano persone reali, non oggetti. Spero che questo processo apra i loro occhi».

Il verdetto del più grande processo del Paese, con 1'800 attori coinvolti e 330 avvocati chiamati in causa, è atteso a fine maggio. 

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