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ITALIA
11.06.2021 - 12:240

La battaglia infinita di Venezia contro le meganavi da crociera

Un nuovo decreto doveva fermarle, ma da una settimana passano ancora a ridosso di San Marco. Come mai?

VENEZIA - Dopo la firma lo scorso aprile di un decreto ad hoc, accolta positivamente da abitanti e ambientalisti, pareva che le gigantesche navi da crociera a Venezia non ci sarebbero dovute più entrare. E invece, già dal 5 giugno scorso con la ripartenza dei viaggi turistici via nave, riecco la Msc Orchestra solcare il Canale della Giudecca, giù giù fino a San Marco. 

Una vista, quella inattesa dei colossi d'acciaio, che ha portato a un'accesa protesta a suon di striscioni e cortei per, e a ridosso, dei canali ma anche sui social.

Un movimento che non è sfuggito a Le Monde che oggi ha dedicato un articolo alla questione, prendendo di mira l'amministrazione comunale e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro e un suo atteggiamento interlocutorio e in parte connivente alla presenza delle meganavi in città.

La realtà però, come spesso capita in questioni così importanti, e un po' più complessa e vede accavallarsi diverse aree di competenza (quella del Parlamento, quella della Provincia e quella comunale). A tutto questo - come scrive anche il Corriere del Veneto - si aggiunge la questione coronavirus e la necessità di garantire la sicurezza di tutti.

Andando con ordine, il decreto firmato ad aprile e fortemente voluto dal ministro Franceschini, vorrebbe che le navi attracchino fuori dalla città, al porto di Marghera. Il problema è che, al momento, non è possibile garantire le norme Covid - così come la "tamponatura" dei passeggeri alla discesa, obbligatoria per tutti - in quanto non vi sono strutture adeguate. Al momento la soluzione migliore, quindi, resta il terminal di San Marco.

E con l'arrivo del Green Pass europeo non è detto che le cose cambieranno. Questo perché, gli attracchi proposti dal decreto al momento non sarebbero all'altezza di accogliere turisti, in quanto porti commerciali.

Per questo motivo si tornerà al tavolo di lavoro, con un concorso d'idee per dei nuovi terminal e il riesame di diversi progetti, che verosimilmente richiederanno ancora anni. E nel mentre, i giganti, continueranno a transitare là dove non dovrebbero.

Ingombranti e necessarie allo stesso tempo

Da una parte una presenza indubbiamente ingombrante, alla vista ma anche dal punto di vista strutturale in una città fragilissima, dall'altra però anche un afflusso vitale di ricchezza per l'economia locale. Oltre alle attività del centro città, le navi da crociera attivano centinaia di posti di lavoro, molti dei quali non stagionali e restati disoccupati ormai da più di un anno.

Per l'estate 2021 si parla di circa 60-70 navi, fra Msc Crociere e Costa Crociere, ben lungi dalle annate "normali" da 500 navi ma, per quanto magra, è una ripartenza che in molti si aspettavano. Non stupisce, quindi, che - oltre al movimento No Nav - ne esista anche uno contrario.

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