Keystone
FRANCIA
19.10.2020 - 12:310

Insegnante decapitato: il terrorista ha offerto soldi agli alunni perché glielo indicassero

Uno scolaro 15enne è in stato di fermo. Samuel Paty aveva mostrato in classe le vignette su Maometto di Charlie Hebdo.

A emettere una «fatwa» contro di lui sarebbe stato il padre di un'allieva.

CONFLANS-SAINT-HONORINE - Emerge un nuovo, inquietante dettaglio sulla decapitazione del docente di scuola media Samuel Paty avvenuta venerdì scorso a nord ovest di Parigi. Il presunto attentatore ha infatti proposto del denaro ad alcuni allievi dell’istituto per riuscire a identificare e colpire l’insegnante che pochi giorni prima aveva mostrato in classe le caricature su Maometto di Charlie Hebdo.

Come riporta Le Monde, proprio venerdì Abdoullakh Anzorov si è presentato davanti alla scuola media del Bois-d’Aulne a Conflans-Saint-Honorine con diverse centinaia di euro in tasca, oltre ai due coltelli e alla pistola ad aria compressa che intendeva impiegare nell’assalto. Ha quindi abbordato alcuni allievi offrendo loro soldi in cambio d’informazioni e il denaro sarebbe passato di mano in mano fino ad arrivare ad almeno un alunno, un 15enne, che domenica è stato posto in stato di fermo.

Come sottolinea il quotidiano francese, al momento non è possibile stabilire se lo scolaro potesse immaginare le conseguenze della sua soffiata. Le indagini sono rese particolarmente complicate dal fatto che molti testimoni sono minorenni.

La decapitazione del 47enne Samuel Paty sta scuotendo la Francia da quattro giorni. Docente di storia e geografia e padre di un bambino di 5 anni, alcuni giorni prima l’uomo aveva mostrato in classe le ormai tristemente celebri vignette su Maometto del settimanale satirico Charlie Hebdo nell’ambito di una lezione sulla libertà di espressione. 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’insegnante è caduto vittima di Abdoullakh Anzorov, 18enne ceceno che, come riporta l’AFP, si era radicalizzato e avvicinato all’islamismo violento negli ultimi tre anni. Nato a Mosca, era giunto in Francia all’età di 6 anni insieme alla famiglia e aveva ottenuto con essa lo status di rifugiato. 

Il giovane viveva a Evreux, a una novantina di chilometri da Conflans-Saint-Honorine. Benché la sua attività su Twitter potesse lasciar temere un processo di radicalizzazione in corso, il 18enne non era noto ai servizi segreti. È stato ucciso dalle forze dell’ordine venerdì stesso poco dopo il suo terribile gesto.  

Secondo quanto indicato dal ministro dell'Interno Gérald Darmanin, dopo la lezione sulla libertà d'espressione Paty sarebbe stato oggetto di una «fatwa» lanciata dal padre di un'alunna della scuola di Conflans-Saint-Honorine e dal militante islamista Abdelhakin Sefrioui. I due risultano in stato di fermo così come altre nove persone che sarebbero sospettate di aver diffuso messaggi d'odio. Una fatwa è un'opinione giuridica islamica normalmente emessa da un giudice.

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