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Il sindaco di Vienna, Michael Ludwig (a sinistra), e il presidente della Camera di commercio cittadina, Walter Ruck, presentano l'iniziativa.
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AUSTRIA / CANTONE
26.06.2020 - 17:440
Aggiornamento : 18:15

La città regala buoni "post Covid" per il ristorante, ma i residenti se li rivendono

L'iniziativa viennese ricorda un analogo progetto ticinese: «"Gusta il Ticino" non è cedibile né vendibile».

VIENNA / BELLINZONA - Deciso, come altre amministrazioni locali, a stimolare i consumi dopo settimane di confinamento, il Comune di Vienna ha iniziato questa settimana a distribuire buoni da 25 rispettivamente 50 euro a tutte le economie domestiche della città. L'obiettivo? Far sì che mangino e spendano nei bar e nei ristoranti della capitale austriaca.

Non tutti i circa 950mila beneficiari, però, sono corsi ad abbuffarsi di Wiener Schitzel nei tipici "Beisl" locali. Alcuni hanno invece pensato bene di rivendere i buoni (ricevuti gratuitamente) sui portali online di piccoli annunci.

Buoni da 50 euro rivenduti a 30 - Come riporta Der Standard, su questi siti si trovano quindi buoni da 25 euro venduti a 20, buoni da 50 venduti a 30 o 35 o addirittura "pacchetti" buono da 25 + buono da 50 a soli 50 euro. Il tagliando, tanto, non è nominale, il compratore rimedia uno sconto sulla cena e il venditore si intasca dei fondi pubblici che avrebbero dovuto finire altrove.

Un progetto da 40 milioni - A pochi giorni dal lancio dell'iniziativa, non è ancora possibile sapere quanto queste proposte estemporanee stiano avendo successo. Se esteso, però, il fenomeno potrebbe gettare qualche ombra su un progetto costato 40 milioni di euro alla Città.

Indirizzo cancellabile - L'iniziativa "Wiener Gastro-Gutschein" durerà fino alla fine di settembre. Questa settimana, le economie domestiche composte da una sola persona stanno ricevendo per posta un buono da 25 euro, quelle composte da più persone un buono da 50. Il buono riporta solo l'indirizzo del nucleo familiare e, a fronte di lamentele sulla tutela della sfera privata, a chi lo utilizza viene ora tra l'altro permesso di cancellare questo dato.

Caritas: «Donate i buoni» - Per chi non fosse interessato ai buoni, organizzazioni umanitarie come Caritas hanno proposto un'alternativa: donarli (gratuitamente, s'intende) a chi ne abbia più bisogno.

I buoni ticinesi
L'iniziativa viennese non può non ricordare il progetto "Gusta il Ticino" recentemente lanciato nel nostro cantone dal Dipartimento delle finanze e dell'economia (DFE), Ticino Turismo e Banca Stato proprio per far fronte alla crisi del settore della ristorazione determinata dal coronavirus. Offre a ogni residente maggiorenne un buono da 25 franchi da utilizzare in un ristorante ticinese convenzionato a fronte di un conto di almeno 40 franchi per ogni buono che si intende usare.
A differenza del tagliando viennese, "Gusta il Ticino" riporta nome e cognome dell'intestatario ed è chiaramente non trasferibile: «Non è possibile né cederli, né venderli, né falsificarli», sottolinea, da noi contattata, Ticino Turismo. A rendere difficile la contraffazione è in particolare la presenza di una stampa olografica.
La nominatività vale anche per "Soggiorna in Ticino", altra offerta della campagna "Vivi il tuo Ticino" che garantisce uno sconto del 20% su un soggiorno in un hotel ticinese (spesa minima: 150 franchi a buono). In questo caso, inoltre, la corrispondenza tra il nome riportato sul tagliando e le generalità del cliente è verificata dall'albergatore al momento del check in.

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