Norberto Crivelli
Nato nel 1943. Scuole dell’obbligo a Monteggio, magistrale a Locarno. Dopo un anno come maestro studia all’Università di Ginevra, facoltà di scienze, dove ottiene prima la licenza e, dopo alcuni anni di assistenza, il dottorato in scienze geologiche e mineralogiche nel 1976.
Ritorna in Ticino dove insegna prima presso la Scuola Magistrale e poi presso la Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona fino al pensionamento. Abita a Sorengo. Sposato, due figlie, quattro nipoti.
Da giovane iscritto al PST in seguito aderirà alla fondazione del PSA. Partecipa ai movimenti studenteschi Ginevra. Ritornato in Ticino è responsabile del Luganese del PSA. Negli anni ottanta passa al Partito del Lavoro (attuale PC) e ne sarà segretario dal 1987 al 1994. Da anni membro della direzione nazionale del Partito Svizzero del Lavoro ne è diventato Presidente nel 2009. Membro dell’Ufficio Esecutivo della Sinistra europea dal 2007.
Consigliere comunale a Lugano dal 1981 al 1984, attualmente siede nel Consiglio Comunale di Sorengo dal 1992.
Come è nata la passione per la politica?
Da giovane mi colpirono le ingiustizie, il razzismo, il colonialismo che mi portarono rapidamente su posizioni di sinistra, contestando la politica ingannevole e bugiarda di chi deteneva e detiene tuttora il potere. I movimenti studenteschi, la solidarietà con i popoli che si battevano per ottenere l’indipendenza, la lettura di testi di Marx, Engels e altri grandi pensatori mi fecero capire da che parte stare. L’impegno nei movimenti e la rapida assunzione di responsabilità mi misero nelle condizioni di essere sempre in prima linea nelle manifestazioni e nelle lotte studentesche e di solidarietà internazionalista.
Quali sono i temi che le stanno più a cuore?
I temi che riguardano il lavoro secondo me sono centrali. Il diritto al lavoro dovrebbe essere sacrosanto. La disoccupazione è una piaga tremenda e reca degli immensi danni sociali. Il lavoro flessibile, precario, su chiamata, voluto con caparbietà dal padronato e dai loro protettori politici toglie ai giovani la progettualità, la speranza nel futuro, li rende fragili e demotivati. L’introduzione di un salario minimo, come proposto dall’iniziativa sindacale è una risposta, un po’ tardiva, ad una situazione sempre più deteriorata. I contratti collettivi di lavoro dovrebbero essere rinforzati e fatti rispettare con maggior impegno. I casi di dumping salariale legati all’introduzione degli accordi bilaterali vanno denunciati e sanzionati. I controlli sui posti di lavoro vanno intensificati e le misure di accompagnamento rinforzate.
Quali sono i problemi più urgenti da risolvere in Ticino?
I problemi legati ai trasporti pubblici vanno affrontati con maggior impegno. L’intasamento delle strade, le lunghe code d’attesa, l’inquinamento dell’aria rendono urgenti misure efficaci per contenere la mobilità privata favorendo l’uso dei trasporti pubblici che andrebbero sviluppati e resi concorrenziali al trasporto privato con tariffe adeguate e popolari.
Uno sforzo maggiore dovrebbe essere fatto nel campo della promozione della cultura con investimenti coraggiosi e lungimiranti. Invece si sta a sostenere con il contagocce manifestazioni quali il festival di Locarno di sicuro richiamo internazionale. O si stenta a sostenere altre manifestazioni artistiche, musicali, teatrali, letterarie lasciando agli sponsor privati il compito di fare i “mecenati” a loro piacimento.
La popolazione ticinese e i turisti ne beneficerebbero ampiamente e l’economia stessa ne trarrebbe vantaggi indubbi.
Quale il Ticino che sogna?
Un luogo di pace, di fratellanza. Un Ticino non violento, solidale, aperto, disponibile verso i più deboli e bisognosi, comprensivo e accogliente. Insomma il contrario esatto dei sogni dei leghisti e degli udiccini.
Perché dovremmo votarla?
E perché no? Basterebbe condividere almeno in parte quanto ho tentato di sostenere in questo per forza breve riassunto. Forse potrebbe essere interessante avere qualche voce in parlamento diversa dalle altre.




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