Su le tasse universitarie per finanziare il riarmo: «Quanto verranno colpite USI e SUPSI?»

Lo chiede in un'interrogazione al Consiglio di Stato il Partito Comunista.
BELLINZONA - Meno fondi per la formazione e la ricerca, più fondi per l'esercito e l'AVS. È quanto prevede il pacchetto di sgravio della Confederazione recentemente adottato dalle Camere federali. Il Partito Comunista ticinese, però, si dice preoccupato per USI e SUPSI e ha presentato un'interrogazione al Consiglio di Stato.
«Sono previsti importanti tagli dei contributi al Fondo Nazionale Svizzero (FNS) nonché ai singoli atenei, i quali sono stati invitati a "rafforzare il finanziamento da parte degli utenti" raddoppiando le tasse d’iscrizione», sottolinea il Partito. «Nei mesi scorsi in diverse città della Svizzera gli studenti si sono mobilitati contro tale progetto e contro le altre misure di risparmio nell'istruzione superiore, lanciando anche una petizione che ha raccolto oltre 37’000 firme ed è già stata consegnata»
Secondo il Sindacato dei servizi pubblici VPOD, inoltre, «i tagli in questione comporteranno il mancato finanziamento di oltre mezzo migliaio di progetti di ricerca e la soppressione di quasi duemila posti di lavoro entro il 2028. Gli fa eco il Sindacato indipendente degli studenti e apprendisti SISA che sottolinea i rischi per il diritto allo studio».
Qui di seguito, dunque, le domande poste al Governo:
1. Quanto verranno colpite USI e SUPSI dalla riduzione dei fondi per la ricerca (FNS, ecc.)?
2. L'aumento delle rette universitarie fa parte delle misure che i Cantoni saranno chiamati ad implementare nel quadro del programma di risparmio della Confederazione. Ciò riguarderà anche il Ticino (USI e SUPSI)?
3. Il Consiglio di Stato ritiene giustificato che le politiche di riarmo vengano finanziate a spese del diritto allo studio, della ricerca e dunque anche dell’innovazione?



