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Denunce anonime: «Solo per il caso Alberti o è una pratica ricorrente?»

Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi interpellano il consiglio di Stato: «È una pratica incoraggiata dal Ministero Pubblico o una particolarità della procuratrice Chiara Borelli?»
TIpress
Denunce anonime: «Solo per il caso Alberti o è una pratica ricorrente?»
Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi interpellano il consiglio di Stato: «È una pratica incoraggiata dal Ministero Pubblico o una particolarità della procuratrice Chiara Borelli?»

BELLINZONA - «È una pratica corrente utilizzare fonti anonime presso il Ministero Pubblico o una particolarità della procuratrice Chiara Borelli?». È questa la prima di una serie di domande che Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi hanno affidato a un'interpellanza. Il contesto, ovviamente, è quello del caso dell'ex sindaco di Bioggio, Eolo Alberti, la cui inchiesta è scaturita da una segnalazione il cui autore, a oggi, resta segreto.

«Sulla base di questa denuncia anonima ed il relativo rapporto di segnalazione - ricordano i due deputati del Movimento per il socialismo (MPS) - allestito dalla commissaria di polizia FTL, la procuratrice Chiara Borelli ha aperto un incarto e proceduto all’arresto di Alberti. Come si può leggere nel rapporto di segnalazione allegato alla presente interpellanza, tra la commissaria di polizia e la fonte anonima vi è stato tra il 15 maggio ed il 5 luglio 2024 un intenso e ripetuto contatto. Per ammissione stessa della commissaria FTL la fonte anonima è una persona a lei nota».

Dal contesto, si torna quindi alle domande rivolte al Consiglio di Stato, a cui viene chiesto - nel caso l'utilizzo di fonti anonime fosse «una pratica frequentemente in uso e incoraggiato presso il Ministero Pubblico ticinese» - di indicare «sulla base di quale disposizione legale è possibile avviare inchieste penali in base a denunce anonime» e se «tale possibilità di denuncia anonima è limitata a persone note a funzionari giudiziari o procuratori pubblici o è una possibilità data a tutti i cittadini».

«In che modo viene verificata l’attendibilità delle denunce anonime prima di dar loro seguito con provvedimenti gravi come l’apertura di un incarto o l’emissione di un arresto?», chiedono inoltre Pronzini e Sergi, sollecitando l'esecutivo a indicare «quante sono state le denunce anonime a partire dalle quali sono state avviate inchieste penali» negli anni «2020, 2021, 2022, 2023, 2024».

Le domande dell’interpellanza

1. È una pratica corrente utilizzare fonti anonime presso il Ministero Pubblico o una particolarità della procuratrice Chiara Borelli?

Più in generale, se è una pratica frequentemente in uso e incoraggiata presso il Ministero Pubblico ticinese, chiediamo:

2. Sulla base di quale disposizione legale è possibile avviare inchieste penali in base a denunce anonime?
3. Sulla base di quali disposizioni legali alle parti in causa vengono negate le generalità della fonte anonima?
4. Tale possibilità di denuncia anonima è limitata a persone note a funzionari giudiziari o procuratori pubblici o è una possibilità data a tutti i cittadini?
5. In che modo viene verificata l’attendibilità delle denunce anonime prima di dar loro seguito con provvedimenti gravi come l’apertura di un incarto o l’emissione di un arresto?
6. Esistono linee guida interne, direttive o protocolli del Ministero Pubblico ticinese che regolamentano l’uso delle fonti anonime?
7. Negli anni 2020, 2021, 2022, 2023, 2024 quante sono state le denunce anonime a partire dalle quali sono state avviate inchieste penali? Quali sono stati i reati ipotizzati in questi casi?

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