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Dito puntato su un treno che però non esiste: gaffe del Municipio di Bellinzona

Migranti che dormono in stazione: «Quel treno che non ferma a Chiasso contribuisce alla situazione». Ma le FFS smentiscono.
Dito puntato su un treno che però non esiste: gaffe del Municipio di Bellinzona
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Dito puntato su un treno che però non esiste: gaffe del Municipio di Bellinzona
Migranti che dormono in stazione: «Quel treno che non ferma a Chiasso contribuisce alla situazione». Ma le FFS smentiscono.
BELLINZONA - Cala la sera, e sulle panchine della stazione dormono i migranti. È una scena alla quale si è potuto assistere in più occasioni, da qualche mese a qualche parte, a Bellinzona.I consiglieri comunali Giulia Petralli e Ronald David hanno...

BELLINZONA - Cala la sera, e sulle panchine della stazione dormono i migranti. È una scena alla quale si è potuto assistere in più occasioni, da qualche mese a qualche parte, a Bellinzona.

I consiglieri comunali Giulia Petralli e Ronald David hanno quindi chiesto in un'interpellanza cosa intende fare il Municipio rispetto «a questa situazione disumana», anche considerato che «i flussi migratori sono in costante aumento» e che l'inverno è alle porte. Ieri, durante la seduta del Consiglio comunale, l'Esecutivo ha dato risposta a questo quesito, incappando però in una grossa gaffe.

«Alla situazione contribuisce la presenza di un treno che effettua la tratta Milano-Bellinzona senza fare tappa a Chiasso», hanno infatti dichiarato i municipali, precisando «che non si ritengono necessari ulteriori interventi oltre a quanto già in atto dalla Polizia comunale».

Peccato, però, che questo fantomatico treno non esista. «Tutti i treni delle FFS fermano a Chiasso, nessuno escluso», smentisce infatti, su richiesta di Tio/20minuti, il portavoce delle FFS Patrick Walser.

«Una volta, secondo quanto ci è stato riferito, è successo che il treno non ha fermato a Chiasso. Oppure i migranti per errore non sono scesi a Chiasso», si giustifica Mauro Minotti, municipale di Bellinzona e capodicastero Sicurezza e servizi industriali. La risposta relativa al fantomatico treno è però stata data a domande che rimandano a una problematica più ampia, e non rispetto a un caso isolato di un'unica sera.

«Forse c'è stato un errore nella formulazione della frase o c'è stato un malinteso», ammette Minotti. «In ogni caso», precisa, «non penso che sia una situazione che si presenta tutti i giorni, e comunque toccherebbe alla Polizia cantonale e alle FFS prendere provvedimenti».

Intanto Petralli e David non si arrendono e, «in seguito alla mancanza di serietà con cui l'atto è stato evaso», hanno presentato una nuova interpellanza sul tema.

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