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CANTONE
07.05.2020 - 11:530

«Il Cantone abbandona il telelavoro»

In un'interpellanza l'MPS chiede che l'amministrazione cantonale mantenga lo smart-working

BELLINZONA - Riaprono gli uffici pubblici. Ed è subito polemica. L'MPS in un'interpellanza odierna punta il dito contro il Cantone, accusandolo di mettere a rischio i propri dipendenti. 

Secondo i deputati del gruppo MPS-POP-Indipendenti la decisione del Consiglio di Stato - riportare in ufficio la maggior parte degli addetti dell'amministrazione cantonale, a partire da settimana prossima - non considera «i problemi creati in termini di conciliabilità tra lavoro e famiglia e il potenziale rischio che il virus continui a circolare troppo velocemente».

Oltre alla questione sanitaria, c'è quella organizzativa. La riapertura "a giorni alterni" delle scuole, e la chiusura prolungata delle mense, secondo l'MPS non è conciliabile con un ritorno in massa al lavoro. I genitori verrebbero messi in difficoltà. 

«Di fronte ad una situazione di questo tipo sarebbe auspicabile che i datori di lavoro e in particolare l’amministrazione cantonale adottassero sistemi maggiormente flessibili, tra i quali rientra in questa fase il telelavoro» si legge nell'interpellanza firmata da Matteo Pronzini, Simona Arigoni e Angelica Lepori. 

Le domande rivolte al governo:

1. Il governo ha fatto un bilancio serio dell’efficacia del telelavoro? Se sì, quali elementi sono emersi?

2. Sulla base di quali considerazioni sanitarie e di funzionamento dell’amministrazione si è deciso di far tornare tutti al lavoro, quando le disposizioni federale continuano a sostenere di favorire e incentivare, dove possibile, il telelavoro?

3. Come sarà organizzato concretamente il rientro al lavoro, sarà possibile rispettare le distanze sociali negli spazi? Dove questo non è possibile quali accorgimenti saranno presi (nella circolare ci si limita a demandare questo compito al funzionario dirigente)? Il personale avrà a disposizione mascherine e disinfettante?

4. Non ritiene con questa decisione, per le complicazioni alle quali abbiamo accennato, di mettere oggettivamente in difficoltà le famiglie con figli?

5. Si sa che molte famiglie fanno affidamento ai nonni per l’accudimento extrascolastico; il governo, anche alla luce delle dichiarazioni recenti di alcuni medici, ritiene che i genitori possano tornare a queste pratiche? Non teme che, di fronte a questa situazione, le famiglie saranno costrette di nuovo a far capo ai nonni mettendo seriamente in pericolo la loro salute?

6. Non teme che la rimessa al lavoro dell’amministrazione possa creare una circolazione di persone che rischia di far aumentare ulteriormente la diffusione del virus?

7. Con la chiusura delle scuole verosimilmente finirà anche l’accudimento (per lo meno quello garantito dai docenti). Nel frattempo non è ancora dato sapere come si intende perlomeno garantire tutto il lavoro di accudimento che, di regola veniva offerto d’estate: colonie, etc.). Come intende muoversi il governo per far fronte alla richiesta di dipendenti che, nei mesti estivi e di chiusura delle scuole, dovranno lavorare e avranno comunque figli a carico?

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