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MENDRISIO
19.05.2019 - 10:500

«Non ho ucciso nessun paziente»

Dal carcere lo sfogo dell'infermiere 44 del Beata Vergine accusato di omicidio: «Sono finito in prigione perdendo tutto ciò che avevo»

MENDRISIO - «Non ho ucciso nessun paziente». Così l'infermiere 44enne, da 22 anni impiegato all’ospedale Beata Vergine di Mendrisio, accusato di omicidio intenzionale.

Per la precisione è accusato della morte di alcuni pazienti anziani e in fase terminale. L'infermiere avrebbe alterato il dosaggio di alcuni farmaci come ad esempio morfina o dormicum.  Il 44enne ha ora deciso di sfogarsi e lo fa sulle pagine del Caffé e dal carcere, la Farera dove è rinchiuso dallo scorso dicembre.

«Io sono l’infermiere arrestato il 5 dicembre per lesioni semplici reiterate in vie di fatto e tentate lesioni gravi a tre pazienti», spiega. E così è stato, solo che, qualche settimana dopo, quelle accuse sono sconfinate in ben altro.

«Dovrò essere molto generico nella descrizione della mia versione dei fatti per non intralciare le indagini», prosegue quindi raccontando di aver lavorato al Beata Vergine di Mendrisio dal 1996 e, a tempo parziale, anche in una casa per anziani.

«La mia vita è cambiata completamente in male. Sono finito in prigione perdendo tutto ciò che avevo. Voi immaginerete, che io abbia picchiato un paziente, abbia alzato le mani su qualcuno. No, niente di tutto ciò».

Poi cerca di spiegare ciò che avvenne lo scorso ottobre, il fatto di avere aiutato per i propri bisogni un’anziana signora ma di averlo fatto... in maniera non fine, così dice lui stesso. «Dico ancora una volta di non averlo fatto apposta. E rinnovo le mie scuse».

Non entra nello specifico delle accuse più gravi che gli sono state mosse, ma dal carcere grida la sua innocenza.

Intanto resta dietro le sbarre in attesa che la Corte dei reclami penali (Crp) si esprima sul ricorso della difesa contro la proroga della carcerazione preventiva.

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