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MONTE CARASSO
25.01.2019 - 18:340
Aggiornamento : 20:35

Delitto di Monte Carasso, così è stato simulato il suicidio

Alle Assise Criminali compariranno in primavere l’autore materiale e la moglie, di nazionalità russa

MONTE CARASSO - Nuovi dettagli emergono dall’atto d’accusa sull’assassinio avvenuto a Monte Carasso il 19 luglio del 2016. Alle Assise Criminali compariranno in primavere l’autore materiale e la moglie, di nazionalità russa.

Proprio quest'ultima - riferisce la Rsi - lo avrebbe spinto a uccidere la ex-consorte. Inizialmente sarebbe arrivata la proposta di trovare un sicario in Patria, poi gli avrebbe detto di agire in prima persona.

Entrambi, insomma, avrebbero congegnato di simulare il suicidio, verosimile visti i problemi depressivi di cui soffriva la donna. Anche la tecnica sarebbe stata concordata da entrambi: farle perdere i sensi premendo con il pollice sul collo per poi tagliarle le vene.

Tutto per evitare di versarle i 3'400 franchi al mese di alimenti che dal giugno del 2016 la pretura aveva deciso di trattenere dal salario dell’uomo.

Un mese più tardi il 49enne nello zaino ha messo guanti di lattice, taglierino, e il resto dell'occorrente. Con del vino l'ha prima stordita per poi simulare il suicidio, trasportarla dalla sala alla camera e, infine, ripulire la scena.

Ad aspettarlo a Varenzo c’era la 39enne. Il 49enne è reo-confesso. È stato lui a costituirsi lo scorso maggio e a rivelare i retroscena del delitto. La donna, invece, respinge ogni addebito.

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